Religiosi per attrazione, non per tradizione

Tempo di lettura: 196 secondi

Padre Alessio Maglione
Padre Alessio Maglione

Consistente il numero dei religiosi nel mondo: sono circa 195.759, distribuiti in 29.416 conventi. E 264 gli istituti maschili di riconoscimento pontificio, ma ve ne sono innumerevoli altri di riconoscimento diocesano. Ogni istituto, originato da un carisma suscitato dallo Spirito nella Chiesa lungo i secoli, ha propri superiori maggiori e locali e gestisce innumerevoli opere. Dopo il Concilio Vaticano II è nata l’esigenza di camminare insieme. L’organismo di comunione che permette ai religiosi di procedere insieme è in Italia la Cism: Conferenza italiana dei superiori maggiori (nelle altre nazioni o Continenti si riuniscono attorno ad altre sigle). I superiori generali a loro volta si ritrovano insieme nella Usg: Unione superiori generali. Da oltre 50 anni le due aggregazione si incontrano periodicamente in assemblea per trattare argomenti inerenti la vita consacrata: la vita comunitaria, la missione, la formazione o il contributo dei consacrati nelle linee pastorali della Chiesa. La Cism italiana è poi suddivisa in Cism regionali. Anche nell’Umbria da decenni è operativo tale organismo di collegamento che vede riunite alcune volte all’anno le famiglie religiose presenti sul territorio. L’ultima assemblea Cism nazionale si è tenuta alle porte di Roma, a Tivoli, dal 3 al 7 novembre 2014. Ciò ha favorito uno speciale incontro con Papa Francesco, che ha colto l’occasione per richiamare i religiosi a essere attivi nel testimoniare i loro specifici carismi nella Chiesa di oggi. La vita religiosa – ha ricordato il Papa – ha il compito di aiutare tutta la Chiesa a realizzare quell’attrazione che la fa crescere. Davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda: “Che cosa c’è qui? Che cosa spinge questa persona oltre l’orizzonte mondano?”. Noi religiosi siamo chiamati oggi ad aiutare la Chiesa a crescere per via di attrazione, senza preoccuparsi di dover fare per forza proseliti.

cism-religiosiPapa Francesco ha incoraggiato i religiosi a proseguire su questo speciale cammino di testimonianza. Il tema particolare su cui ha insistito il Papa è stato quello della fraternità. Ecco con quali forti parole ha ricordato ai religiosi tale missione: “Un segno chiaro che la vita religiosa è chiamata a dare oggi è quello della vita fraterna. Per favore, che non ci sia fra voi il terrorismo delle chiacchiere! Cacciatelo via! Ci sia fraternità. E se tu hai qualcosa contro il fratello, lo dici in faccia… alcune volte si può finire anche a pugni: non è qui il problema. È meglio questo che il terrorismo delle chiacchiere. Oggi la cultura dominante è individualista, centrata sulla difesa dei propri diritti soggettivi. È una cultura che corrode la società a partire dalla sua cellula primaria che è la famiglia. La vita consacrata può aiutare la Chiesa e la società intera dando testimonianza di fraternità; che cioè è possibile vivere insieme come fratelli nella diversità. Questo è importante! Perché nella comunità non ci si sceglie prima, ci si trova con persone diverse per carattere, età, formazione, sensibilità… eppure si cerca di vivere da fratelli. Non sempre si riesce, voi lo sapete bene. Tante volte si sbaglia, perché siamo tutti peccatori, però si riconosce di avere sbagliato, si chiede perdono e si offre il perdono. E questo fa bene alla Chiesa: fa circolare nel corpo della Chiesa la linfa della fraternità. E fa bene anche a tutta la società. Questa fraternità – ha concluso il Papa – presuppone la paternità di Dio e la maternità della Chiesa e della Vergine Madre Maria. Ci rimettiamo ogni giorno in questa relazione con la preghiera, con l’eucaristia, con l’adorazione, con il rosario”. Questi ci ricollocano costantemente nelle relazioni fondamentali di una fraternità autentica, testimoniale e attraente. Ci fanno proseguire non per abitudine, ma per attrazione. Ecco la forte testimonianza che i religiosi, insieme, sono chiamati a dare nella Chiesa e, da “esperti della comunione”, portare la comunione nella Chiesa. Un bell’impegno anche per i 599 religiosi, distribuiti in 91 comunità maschili, presenti su tutto il territorio della nostra amata terra umbra!

AUTORE: Padre Alessio Maglione Provinciale Tor, presidente regionale Cism