Riapre a Campello sul Clitunno il santuario di Santa Maria de La Bianca

Una chiesa che rinasce per l’impegno di tutti

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Erano tantissimi coloro che, domenica 11 dicembre, hanno partecipato alla riapertura del santuario di Santa Maria de La Bianca di Campello sul Clitunno. L’edificio era stato chiuso al culto nel 2005 per dare spazio a lavori di riqualificazione e di consolidamento sismico, dopo aver subito danni a seguito di varie scosse ripetutesi negli anni. Già nel 1997 aveva subito forti danni ma ulteriori moti successivi l’avevano condotto all’inagibilità. Ed è stato proprio il sindaco Paolo Pacifici a illustrare le operazioni messe in opera per il recupero del luogo: la chiesa, infatti, è di proprietà del Comune che ha provveduto a sostenere e seguire i lavori della struttura, per la quale ora rimangono solo alcune finiture esterne.
Se domenica scorsa si è potuti tornare a pregare nel santuario, lo si deve anche alla gente di Campello: il parroco don Stefano Sivilla sottolinea come tutti abbiano partecipato con offerte e alcuni con donazioni più generose per la risistemazione interna, come ad esempio i nuovi banchi. L’interno, dove è stato sostituito il pavimento, è stato ritinteggiato e l’altare e l’ambone sono nuovi.
“La riapertura della Madonna de La Bianca – afferma don Stefano – è un evento importante. Si tratta di un edificio prezioso: l’altare maggiore è opera del Valadier, senza contare le altre opere. Poi, si colloca in una posizione strategica per il popolo campellino: La Bianca è infatti la frazione centrale di tutto il Comune e, quindi, il centro di tutta la parrocchia”.
A presiedere la celebrazione di riapertura al culto e a consacrare l’altare è stato l’arcivescovo Renato Boccardo. “Si restituisce così – ha detto mons. Boccardo – un luogo sacro tornato alla vita e alla vita sociale ed ecclesiale di una comunità”.
Anche la consacrazione dell’altare è stato un momento particolare per il popolo: “Penso siano trascorsi molti anni, dall’ultima consacrazione nel territorio di Campello – spiega Sivilla. – Inoltre, prima del restauro, l’altare era posto ancora secondo i canoni antecedenti il Concilio Vaticano II. Ora, invece, è stato posto al centro dell’abside”.
Per quanto riguarda le funzioni liturgiche nella chiesa riaperta, il parroco spiega che con i padri Barnabiti del convento dei Ss. Giovanni Battista e Pietro stanno studiando come fare per poter assicurare la messa tutti i giorni, o quasi. “Intanto – afferma don Stefano – è aperta tutto il giorno, proprio in virtù del suo ruolo di santuario”. E aggiunge: “Credo che celebreremo lì, per il momento, la novena e la festa del Natale, anche per la sua centralità”.

 

AUTORE: E. R.