Rinnovamento sociale e ecclesiale

Don Francesco Fongo ci presenta il bilancio di un anno nella parrocchia di Bastia Umbra. 'La mia speranza è che si giunga a realizzare una festa tra i popoli'

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Natale 2003: l’Incarnazione del Figlio è la sfida di Dio che sceglie di farsi uomo oggi, in noi donne e uomini del terzo millennio. Come si confronta con questo mistero la Comunità di Bastia? Lo chiediamo al parroco, don Francesco Fongo. ‘Credo di poter dare almeno una duplice lettura all’avvento di questo Natale. Da una parte emerge con forza il richiamo al cambiamento, alla necessità di rinnovarsi, di staccarsi dalle situazioni di morte. Penso alla diffusione di un cristianesimo tristemente ‘oppiaceo’, divenuto più un palliativo che una scelta radicata e radicale di vita. Alle soglie del terzo millennio emerge impellente il bisogno di riprendere in mano il timone della propria esistenza, lasciando la riva e le dinamiche umane che impediscono lo slancio. La sequela di Dio è amore senza misura; richiede fiducia e coraggio in Colui che da sempre ci ha amati. Come acqua sorgiva che ristagnando perde forza, vigore e proprietà, così la nostra vita è diretta verso più alti orizzonti, ci induce a ‘prendere il largo’, a ‘gettare le reti’ confidando nella Parola di salvezza. La nostra Comunità ha già intrapreso un cammino di rinnovamento, sia sul piano sociale che su quello ecclesiale. In parrocchia si va consolidando il gruppo culturale per riscoprire i valori di ispirazione cristiana e per adoperarsi nella complessa ‘inculturazione della fede’ attraverso un confronto serio con la cultura del mondo nelle sue varie espressioni; il gruppo di integrazione con gli stranieri (1500 circa sono presenti nella nostra città) favorisce poi la conoscenza e l’integrazione di diverse culture e modi di vita. La mia speranza è che si giunga a realizzare una ‘festa tra i popoli’ in coincidenza con i festeggiamenti per il patrono, san Michele Arcangelo. Quanto al rinnovamento ecclesiale, si va ormai costituendo il nuovo Consiglio Pastorale che assume la responsabilità di gestire la formazione umana, sociale e spirituale della comunità parrocchiale. E’ iniziato il cammino con gli adolescenti e i giovani e si sono attivati percorsi differenziati volti alla rimotivazione della fede negli adulti: in particolare dal 2000 sono attivi i Centri di ascolto, impegnati quest’anno sulla riscoperta del Credo, fondamento della nostra fede. Dall’esperienza del gruppo scout dell’Agesci e dell’Acr è emersa la positività dell’adozione del metodo attivo nell’impostazione del catechismo, così che la proposta cristiana si attui nel coinvolgimento totale della persona e non sia un’esperienza limitata nel tempo e avulsa dalla realtà. I progetti sono davvero tanti e di rilievo; per essere realizzati richiedono, in prima battuta, il rinnovamento e la crescita degli educatori perché abbiano ben chiari obiettivi e metodi e mantengano alta la propria motivazione. L’altro aspetto del Natale che vorrei sottolineare è quello della speranza: la speranza di Gesù che entra nella storia, che si fa uomo. La forza dei cristiani nasce proprio dalla realtà concreta che Dio ha fiducia in te. L’Incarnazione è la condivisione di Dio dell’esperienza umana, nel rispetto della libertà della persona, nel recupero della dignità umana’.

AUTORE: Elena Lovascio