Riparte il Fondo di solidarietà

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Sono trascorsi due anni e mezzo da quando il Fondo di solidarietà delle Chiese umbre ha iniziato ad operare erogando contributi a famiglie che si ritrovavano in difficoltà a causa della crisi economica, famiglie in cui alla perdita del lavoro si aggiungeva la mancanza di ammortizzatori sociali. Da allora sono stati raccolti 1 milione 835 mila euro, tutti destinati al sostegno di 1.008 famiglie che hanno potuto far conto su un contributo mensile che andava dai 350 ai 500 euro per un massimo di 12 mesi.

Un bilancio positivo, tanto che, a fronte delle continue richieste, e in presenza di una crisi economica che pesa ancora sulle famiglie, i Vescovi dell’Umbria hanno deciso di non chiudere quello “strumento” ma anzi di rilanciarlo indicendo per domenica 18 dicembre una nuova grande colletta in tutte le chiese di tutte le otto diocesi umbre, chiedendo ai fedeli e a tutti gli umbri uno slancio di solidarietà. Quanto raccolto durante le celebrazioni delle messe sarà destinato al Fondo di solidarietà.

I 26.521 euro ancora disponibili, infatti, non consentiranno al Fondo di operare ancora per molto. L’idea della raccolta è semplice: se ogni persona donasse anche solo un euro, si potrebbe facilmente raggiungere una cifra più che significativa da destinare alle famiglie che da un giorno all’altro si trovano in mezzo a una strada. La raccolta è stata aperta direttamente dai Vescovi umbri, i quali non solo hanno versato nel Fondo il proprio “stipendio” di un mese ma hanno deciso anche di destinarvi una parte delle entrate delle diocesi. L’obiettivo è di riuscire a raccogliere altri 500 mila euro per dare risposta a chi perde il lavoro, ma anche – e sono sempre più numerosi – a chi bussa alle Caritas perché ha terminato la cassa integrazione e non trova un nuovo lavoro. Il Fondo è e resta uno “strumento”, voluto dalle Chiese dell’Umbria e pensato con la particolarità di prevedere, nella erogazione del contributo, che sia stabilito un contatto e una vicinanza della Caritas o della parrocchia con le famiglie. In questo c’è anche un “arricchimento per le comunità cristiane, che sono così sensibilizzate sulla necessità di una maggiore sobrietà negli stili di vita, sulla capacità di accorgersi dei bisogni altrui; stili che possano fare spazio nei cuori alla solidarietà ed emarginare l’indifferenza” ha detto padre Vittorio Viola, direttore della Caritas di Assisi, nell’incontro con la stampa lunedì 12, convocato dal presidente della Ceu mons. Vincenzo Paglia per annunciare la colletta.
Mons. Paglia ha anche evidenziato il fatto che i fondi raccolti sono andati e vanno efettivamente tutti a chi ne ha bisogno, essendo tutti volontari coloro che si occupano del Fondo di solidarietà per il quale finora “le uniche spese di gestione sono state quelle per l’imposta di bollo e rendiconto del c/c pari a 150,87 euro”.
La raccolta del 18 dicembre, come le precedenti (quella del marzo 2009 e del giugno 2010) coinvolgerà anche le istituzioni locali, economiche, associative, Fondazioni bancarie e istituti di credito, comunità parrocchiali e di vita religiosa, mondo imprenditoriale e commerciale, associazioni di categoria.
Sarà possibile contribuire alla “grande colletta” anche dopo domenica 18 dicembre, versando la propria offerta alla Caritas diocesana o alla parrocchia, specificando la causale; ed anche mediante bonifico bancario o assegno bancario intestato a “Regione Ecclesiastica Umbra – Fondo di solidarietà delle Chiese umbre”, presso Carispo – filiale di Perugia (via Martiri dei Lager, 74), Iban: IT 18 F 06315 03000 000000081040.
Chi e come può fare richiesta, cosa si riceve

Chi: Famiglie con figli o in attesa di prole, con anziani e disabili gravi, monoreddito, con capofamiglia che abbia perduto il lavoro e non sia sufficientemente coperto da ammortizzatori sociali o non abbia un lavoro stabile.

Come: ci si può rivolgere al parroco, alla Caritas parrocchiale o direttamente alla Caritas diocesana di appartenenza. Patronati e centri di assistenza fiscale (es. Acli e sindacati) intervengono per orientare e informare le famiglie sulle opportunità date dalla legislazione e dalle iniziative delle istituzioni nazionali e locali.

Cosa: il Fondo di solidarietà integra iniziative sociali già esistenti (non va a sostituirle) o che verranno attivate da altri soggetti istituzionali, fino a un massimo di 500 euro mensili per due anni.

Le cifre di quanto è stato fatto finora con il Fondo

Finora con il Fondo sono stati erogati aiuti, dai 350 a 500 euro mensili, a persone rimaste senza lavoro e con nessuna tutela sociale ed economica per 6-12 mesi, privilegiando, nella seconda trance, coloro che non avevano fatto richiesta in precedenza. Delle 1.008 famiglie che hanno usufruito del Fondo, il 51% ha la cittadinanza italiana.
I nuclei familiari aiutati risultano così ripartiti per diocesi: 89 Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino; 110 Città di Castello; 89 Foligno; 40 Gubbio; 93 Orvieto-Todi; 310 Perugia-Città della Pieve; 109 Spoleto-Norcia; 168 Terni-Narni-Amelia. In totale nelle otto diocesi sono state revocate 31 istanze per venir meno dei requisiti richiesti, per allontanamento dalla zona di residenza o per mutate condizioni lavorative.
Finora sono state 4.421 le richieste giunte ed analizzate dai Centri di ascolto delle otto diocesi umbre, mentre continua a crescere il numero di pratiche rimaste in sospeso in attesa che il fondo venga reintegrato per prolungare il periodo di aiuto alle famiglie, perché gli effetti della crisi hanno tempi lunghi.
Le entrate del Fondo di solidarietà derivavano in prevalenza dal contributo di banche e Fondazioni bancarie per 1.007.379 euro, di cui 750.000 elargiti dalla Consulta delle Fondazioni umbre; 536.733,97 euro dalle Chiese umbre (parrocchie, vescovi che hanno dato mensilità del loro stipendio e sacerdoti); dalle aziende 128.700 euro, di cui 100.000 euro da Coop Centro Italia; 80.722, 40 da privati; 53.523,02 da parlamentari e consiglieri regionali; 26.455,69 da associazioni enti e comitati.
Nella seconda raccolta sono stati realizzati contributi prevalentemente dalle Chiese umbre; dimezzato il contributo delle Fondazioni delle Casse di risparmio (250.475 euro). Inferiori alla prima raccolta le elargizioni provenienti da aziende, parlamentari, consiglieri regionali e privati.

 

 

AUTORE: E. Lomoro - M. R. Valli