Ritiro del clero perugino-pievese con don Nazzareno Marconi: lo stile cristiano di vita dei preti

Ritiro del clero diocesano, con sapiente meditazione biblica e sacerdotale di don Nazzareno Marconi

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ritiro-del-cleroGiovedì scorso, 14 febbraio, a Montemorcino si è svolto il ritiro del clero perugino-pievese, seguendo il “rituale” di preghiera di adorazione, meditazione, aggiornamento pastorale e convivialità fraterna. Al centro di tutto, com’è evidente, è stato il vescovo Bassetti, come sempre affabile e paterno verso tutti e da tutti festosamente salutato con espressioni di soddisfazione e di gioia per la nomina a cardinale.

Questa nomina comporterà per lui un supplemento di lavoro, ma non lo distoglierà dai suoi impegni in diocesi. Di questo ha rinnovato l’assicurazione, e ha annunciato che sta concludendo la stesura di una Lettera pastorale che dovrà costituire il programma dei prossimi anni per la diocesi, mentre ha già avviato la visita pastorale di cui diamo notizia in queste pagine. La lettera sarà incentrata sulla “conversione pastorale” in sintonia con l’insegnamento di Papa Francesco.

La parte più spirituale del ritiro, oltre alla preghiera di adorazione silenziosa in cappella – dove, tra l’altro, tutti i preti presenti ordinariamente non entrano, essendo stata progettata negli anni Cinquanta per i circa 80 seminaristi di allora – è stata la meditazione “dettata” (così si dice) da don Nazzareno Marconi, con il suo stile brillante e ricco di sapienza biblica e popolare.

Don Nazzareno è molto stimato e amato dal clero perugino e umbro in generale per avere svolto per dieci anni il delicato ruolo di rettore del Seminario regionale e contemporaneamente docente di Sacra Scrittura all’Istituto teologico di Assisi. La sua formazione biblica e l’esperienza educativa e pastorale lo rendono particolarmente adatto a comprendere e illustrare la vita e la spiritualità del prete diocesano, qual è lui stesso attualmente, impegnato nella cura pastorale di una parrocchia della sua diocesi di Città di Castello.

La meditazione di don Nazzareno è stata seguita con grande attenzione e intima soddisfazione, essendo stati toccati alcuni fondamentali aspetti della vita del prete, in modo particolare i “consigli evangelici” riferibili ai tre voti religiosi di povertà, castità e obbedienza, posti in relazione con le tre virtù teologali di fede, speranza e carità. Una meditazione che meriterebbe di essere stampata e diffusa per far crescere nei sacerdoti la autocoscienza di ciò che sono per vocazione e grazia, e nei fedeli laici la conoscenza dei loro preti per ciò che sono, oltre che per ciò che fanno o non fanno.

L’aspetto che più ha tenuto a sottolineare don Nazzareno è stato il carattere di libertà della scelta e lo stile della vita del prete, che non è un impiegato né un funzionario di una istituzione, né un esecutore di regole e precetti, ma un cristiano autentico che ha scelto di vivere con radicalità e fedeltà la fede, la speranza e la carità, come dovrebbe essere per ogni cristiano nel proprio contesto di vita.

AUTORE: E. B.