Salviamo una economia in cocci

Presentato il nuovo libro di Alberto Mossone “Il mondo è cambiato. Cambiamo l’Umbria”

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Fare sistema. Alberto Mossone, professionista del marketing da oltre quarant’anni, ne è fermamente convinto: è questa la soluzione giusta per far uscire il mondo economico ed imprenditoriale umbro dallo stallo in cui si trova. Lo ha affermato nel corso della presentazione del suo ultimo libro Il mondo è cambiato. Cambiamo l’Umbria, (Sabbioni editore), svoltosi martedì 7 settembre scorso, a palazzo Cesaroni, cogliendo così l’occasione per lanciare un messaggio alle imprese umbre, e all’Umbria tutta perché esca dal suo policentrismo, che da “legittimo riconoscimento delle diversità territoriali, si è trasformato in pericolosa deriva campanilistica”. La soluzione per Mossone è dunque convincere mondo produttivo e istituzioni a fare sistema per far crescere le tante eccellenze dell’Umbria. La pubblicazione raccoglie tutta una serie di articoli sull’economia umbra dal 2006 al 2009, comparsi su alcuni dei principali giornali dell’Umbria, tra cui anche La Voce. A presentarlo c’era la vice presidente della II Commissione consiliare Maria Rosi che ha spiegato che “ci sono momenti, come questi che stiamo attraversando, in cui è essenziale un dialogo costruttivo fra la politica e il mondo delle imprese, fatto anche di quelle piccole e medie imprese che più caratterizzano il tessuto economico dell’Umbria”. Mossone, nel corso dell’incontro, si è trattenuto soprattutto sulle problematiche del comparto della ceramica, a cui ha dedicato l’ultima parte del volume. Negli ultimi anni grandi mostre di ceramica sono state realizzate a Gubbio, Deruta, Gualdo Tadino, Perugia; alcune sono state ben pubblicizzate, altre di meno, ma purtroppo non ve n’è traccia sul sito dell’Associazione italiana della ceramica. Alcune – sottolinea ancora con rammarico – con cataloghi solo in italiano: come si fa a farle conoscere all’estero? Allora aggreghiamoci per fare rete insieme. Negli anni Venti del ’900 – ha proseguito – le aziende umbre si associarono fra loro per creare dei marchi e cataloghi unici, fino ad aprire un importante punto vendita nella famosa via Montenapoleone a Milano. Oggi invece i singoli artigiani vanno da soli, spesso senza un catalogo, senza un interprete. Alle sfide della globalizzazione – ribadisce – si deve rispondere senza improvvisazioni in concordia con tutti i soggetti interessati”. “Alberto Mossone ha ragioni da vendere – sostiene Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia e di Unioncamere Umbria, nella prefazione al volume –, cento campanili sono una ricchezza solo se lavorano in modo coordinato, se seguono una logica comune. E il carro regionale può uscire dal pantano della crisi solo se tutti spingiamo, insieme, nella stessa direzione”. Al policentrismo accennato all’inizio dall’autore fa riferimento nel suo contributo Giuseppe Calzoni, economista e docente universitario: “Un policentrismo che può superare l’ostacolo solo se saprà trasformarsi in un policentrismo coeso che riesca a combinare gli aspetti della concorrenza con quelli della collaborazione. In sostanza bisogna trasformare il talento dei solisti in sistema. Certo – sostiene – la scienza economica è naturalmente subordinata alla politica e più generalmente alla morale. Ma se nell’azione politica il ruolo della classe dirigente si riduce a un esercizio di autoreferenzialità sclerotizzata nel tempo, come si fa a parlare di coesione e di bene comune?”. Con la pubblicazione dei suoi articoli – sottolinea Anna Mossuto, direttore del Corriere dell’Umbria nell’introduzione al libro – Mossone non vuole fare critica o denuncia, ma, dopo aver fotografato lo status quo, propone un percorso, una rotta per raggiungere il traguardo, uno sviluppo”. Il volume contiene anche una prefazione di Mario Roych.

AUTORE: Manuela Acito