San Valentino, l’omelia del card. Caffarra: il Santo testimone dell’amore vero

SAN VALENTINO. La solenne celebrazione presieduta dal card. Caffarra

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L’ultima lavorazione della statua
L’ultima lavorazione della statua

Dopo due millenni san Valentino segna ancora in profondità la vocazione di Terni all’amore. Una vocazione come scelta di fondo della propria vita, come cammino da condividere, una strada su cui incontrare tutti. Le radici del passato e del futuro sono quelle dell’amore universale che insegna a recuperare quei valori alti che si vanno perdendo. E Terni ha celebrato solennemente il santo patrono come tradizione nella messa nella basilica di San Valentino presieduta dal card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, concelebrata dal vescovo amministratore apostolico della diocesi mons. Ernesto Vecchi, alla presenza dei sacerdoti della diocesi e delle autorità civili e militari cittadine e regionali. Un radicamento nei valori forti legato al santo Patrono manifestati dalla grande devozione dei cittadini ternani che hanno formato lunghe file durante tutta la giornata per visitare l’urna con le reliquie di san Valentino. Un fiore e una preghiera perché dalla forza dell’amore testimoniato da san Valentino nasca una maggiore solidarietà, una nuova speranza, un risveglio spirituale, una ritrovata energia evangelica. “Seguendo la testimonianza di san Valentino – ha detto il card. Caffarra nell’omelia – non piegatevi ai potenti mezzi della produzione del consenso, orientati sempre più a mascherare la verità sull’uomo e sulla donna. Siate veri testimoni della bellezza dell’amore vero, e della bellezza della persona umana capace di amare. Testimoni della bellezza insita nella femminilità e mascolinità di ogni donna e di ogni uomo: della loro bellezza come fidanzati, come sposi, come madri e padri. Sono da Dio persone chiamate a diventare un dono reciproco. Siate testimoni del ‘bell’amore’. L’amore senza confini è stata la ragione della vita di Valentino, e anche della sua morte. È ancora oggi il fulcro di un legame con il territorio e la comunità ternana che si rinnova nel tempo con immutato vigore, perché san Valentino è il Pastore buono che ha guidato e curato Terni con un amore grande e generoso”. “San Valentino – ricorda mons. Vecchi – appartiene a quella folta schiera di santi patroni che formano quella rete di riferimento spirituale, culturale e civico che caratterizza, nel profondo, ogni identità comunitaria. Di fatto, ogni Patrono si configura come campione della collettività e diviene l’emblema civico, che incarna i caratteri della città e ne diviene come il logo trascendente. La devozione a san Valentino, primo vescovo di Terni vissuto nel III secolo, ha varcato le soglie della città, e il 14 febbraio viene ricordato ovunque nel mondo. San Valentino, con il suo martirio, ha testimoniato le meraviglie dell’amore del Signore, vissuto nella concretezza della vita umana, fino ad essere qualificato come santo patrono dei fidanzati”.

La nuova statua

Una nuova statua di san Valentino in marmo bianco spicca nella rotonda stradale alle spalle della basilica del santo patrono di Terni. L’opera, realizzata in marmo bianco di Carrara e alta 3,5 metri, è stata realizzata dalla ditta Buono Marmi di Terni. Per ribadire che Terni è città di san Valentino e città dell’acciaio, il pastorale della statua è stato realizzato in tale metallo grazie alla collaborazione della Acciai speciali Terni, che ha fornito il materiale, e del Polo mantenimento armi leggere che ha provveduto alla realizzazione della parte superiore dello stesso. La statua è stata inaugurata al termine della celebrazione del pontificale dal card. Caffarra alla presenza delle autorità cittadine. L’iniziativa, voluta dal Centro culturale valentiniano, ha avuto molti benefattori, i cui nomi verranno iscritti in un registro conservato presso la basilica, a perenne memoria.

 

AUTORE: Elisabetta Lomoro