Scegliere insieme che cosa è bene e che cosa è male

Don Tonino Lasconi ha proposto alcune riflessioni sul rapporto genitori-figli

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Ha premesso un’umiltà sostanziale don Tonino Lasconi, quando ha detto di non essere un genitore e che conoscere tantissimi ragazzi è diverso da averne uno. Per questo non c’è stata una lezione martedì 29 aprile al prefabbricato, ma un incontro tra genitori e figli lì presenti e sollecitati a riflettere su tre stimoli di base per supportare e vivere il rapporto familare. Tre quindi i punti: il dialogo, la presenza di un progetto, un discorso di libertà. Don Tonino, presiedendo l’incontro, ha insistito su come il dialogare sia diverso dal parlare, dall’imporre, dal comandare, dall’interrogare e dall’urlare, ma lasci invece ampio spazio ad una discussione aperta che non preveda a priori conclusioni prestabilite e che sia condotta e gestita da individui alla pari, che rappresentano ruoli sociali diversi ma che si ritengono comunque persone. “Il figlio” dice don Tonino “è persona da subito e sempre, altro da sé, vita autonoma”. Fondamentale, in questo senso, è anche una disposizione a ragionare serenamente, senza volere ottenere ragione a tutti i costi, senza imporsi, ma muovendosi verso una possibile spiegazione, verso la comprensione, l’ascolto, rispettando i tempi dell’altro, provando a parlare una lingua diversa dall’unica propria. Importante è che i genitori non si stanchino mai di dare spiegazioni, la mancanza di motivazione sottende in fondo, dice don Tonino, introducendo il secondo punto, la mancanza di una visione d’insieme, cioè di un progetto da realizzare con le parole e con i fatti. Scegliere insieme, tra genitori e figli, che cosa è bene e cosa è male, cosa è importante e cosa è marginale, per che cosa faticare e lottare, su che cosa essere fermi o transigere “rende possibile il poter dire tanti sì e pochi no e poter dire un no lasciando intravedere dietro quel no un sì più grande. Allo stesso modo Gesù accetta la croce conoscendo il sì della volontà del Padre”. E proprio come il Padre che non chiede mai niente per sé e permette di sbagliare ed è capace di riaccogliere, così i genitori devono saper amare la libertà dei loro figli. Le domande, tante, che su richiesta di don Tonino sono state come “le minigonne: corte, aderenti e che mostrino l’essenziale”, hanno dimostrato come un incontro di questo tipo possa essere ” una formula adatta” (queste le parole del parroco) e comunque un possibile tentativo “poiché quando nella Chiesa di Dio si lavora con generosità le cose andranno bene”.

AUTORE: Simona Marchetti