Scuole cattoliche: materne e elementari ancora importanti

Inizio d'anno con la novità del bonus Moratti e gli irrisolti problemi di bilancio

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La scuola ha riaperto i battenti. Anche le scuole cattoliche. E se nella scuola pubblica si inseguono polemiche e incertezze sul futuro di precari, classi, sostegno, nella scuola non statale non mancano certo motivi di preoccupazione che neppure l’approvazione del bonus alle famiglie riesce a sollevare più di tanto. L’impatto potrebbe essere positivo per le scuole medie, molto meno per le materne ed elementari parificate escluse dal bonus in quanto fruiscono già di sussidio statale, commenta Simone Polchi, delegato della Fidae-Umbria, l’associazione che raccoglie le scuole cattoliche della regione.

Per le scuole private cattoliche sbarcare il lunario è davvero difficile tant’è che nella nostra regione ne restano davvero poche. Resistono le scuole materne ed elementari quando sono parificate e quando, soprattutto le materne dei piccoli centri, sono sostenute dai comuni e dalla popolazione che non vuole perdere un prezioso servizio che le suore hanno assicurato abbondantemente in passato e che il comune non potrebbe permettersi di pagare, da solo. Le scuole medie e superiori, invece, nella nostra regione possono contarsi su una mano o poco più. Per queste non ci sono sussidi statali nè regionali nè comunali ed il bonus alle famiglie “forse non coprirà neppure le spese d’iscrizione” commenta don Gianni Colasanti, preside del liceo linguistico dell’Istituto Leonino, gestito dalla “Sistemi educativi” (vedi scheda a lato).

Le spese sono tutte a carico delle famiglie e possono arrivare a duecento euro al mese. Una scuola che pochi possono permettersi, purtroppo, se lo Stato non interviene direttamente o attraverso le famiglie. E la scarsità di alunni è un po’ il gatto che si morde la coda perché comunque gli insegnanti si devono pagare per dieci o per venti studenti. Al “Leonino”‘ però soffre anche la scuola elementare perché i sussidi statali arrivano dopo sei mesi se va bene, ma gli stipendi, commenta don Gianni, si pagano ogni mese. Gli insegnanti (i religiosi sono introvabili) sono dei laici. Ce ne sono di capaci e interessati anche a sperimentare modi nuovi di fare scuola.

L’unico problema, ribadisce don Gianni, è sul lato economico. Anche la regione potrebbe aiutare le famiglie, come hanno fatto in altre, ma qui ‘ conclude don Gianni. Quanti temono che la scuola privata possa scardinare il sistema pubblico possono stare tranquilli: la mancanza di sostegno economico pubblico ha fatto chiudere i battenti a gloriose istituzioni religiose che non hanno retto alla diminuzione di vocazioni. O hanno chiuso o, costretti ad assumere laici, non sempre ce la fanno a far quadrare i conti. La scola cattolica continua, comunque, ad essere presenza significativa soprattutto per i piccoli che vanno alla materna o alle elementari.

La scuola cattolica nelle province di Terni e Perugina

Diocesi di Terni

Nella provincia di Terni, che comprende la diocesi di Terni Narni Amelia e parte di quelle di Orvieto Todi e di Spoleto Norcia, la Fism conta 28 scuole materne di cui 13 parrocchiali, 1 affidata ad un istituto religioso maschile, 11 a istituti religiosi femminile e 3 alla Società Sistemi Educativi (la scuola materna ed elementare dell’Istituto Leonino, la scuola materna ed elementare delle suore Orsoline e la scuola materna di Stroncone).

Le scuole cattoliche in questione contano 73 insegnanti di cui 30 religiose e ospitano circa 1000 bambini offrendo loro un’attività di animazione e formazione arricchita da particolari iniziative che vanno dall’insegnamento dell’educazione motoria, alla lingua straniera, dalla musica al computer, oltre al servizio mensa e all’attività pomeridiana. Oltre alle scuole materne, a Terni è stato avviato il progetto della scuola cattolica anche per corsi di studio successivi: scuole medie e superiori, affidata alla Diocesi e alla società Sistemi Educativi.

Presso l’Istituto Leonino infatti sono in funzione, dallo scorso anno, corsi di studi che vanno dalla pre-materna per i bambini dai 18 ai 36 mesi ( 1 classe) alla scuola dell’infanzia ( 3 classi), dalle elementari (5 classi ) alle medie (2 classi) per concludersi con il liceo linguistico con indirizzi della comunicazione audiovisiva e dello spettacolo (4 classi) per un totale di circa 180 alunni. Nell’Istituto delle suore Orsoline invece il corso di studi comprende la scuola materna ( 2 classi) ed elementare ( 5 classi) per un totale di 150 alunni. di una presenza educativa diversa da quella “statale”, ed in particolare “cattolica”, per tutta la vita della società. Nell’ ottica di una scuola della società civile, alla cattolica si impone il compito di esprimere la sua originalità educativa facendosi protagonista di una proposta che miri a “un sapere per la vita basato sulla sintesi tra cultura, fede e vita”.

(Elisabetta Lomoro)

 

Diocesi di Gubbio

Attualmente esistono solo tre istituti cattolici nella diocesi di Gubbio: due materne ed una elementare. La realtà scolastica più antica è quella delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore di Scheggia, che esiste da 76 anni. All’interno ci sono tre religiose coadiuvate da una maestra part-time ed una cuoca, che seguono un gruppo di 21 bambini nell’orario dalle 8.30 – 16.00 (informazioni al numero 075 9259210). A Gubbio l’istituto delle Maestre Pie Filippini è scuola materna dal 1940, dopo che in passato è stato anche collegio. Qui, oltre ad una sezione che si avvale di tre insegnanti religiose, l’istituto è attrezzato anche con una quindicina di posti letto per turisti e famiglie che vengono a visitare Gubbio (per informazioni 075 9273768).

L’unica scuola elementare è quella della Casa Famiglia Santa Lucia, anch’essa a Gubbio, gestita dalle suore Missionarie Domenicane di San Sisto di Roma. Nel complesso monumentale trovano posto cinque classi, una di informatica e una di lingua inglese, con una equipe di otto insegnanti laiche, di cui una di sostegno, per un totale di sessanta bambini. Nell’istituto vivono anche sei religiose che si occupano dell’accoglienza di minori, anche con situazioni disagiate, che frequentano (tranne le elementari) scuole esterne, e sono seguiti nelle attività pomeridiane da un’insegnante. L’istituto è gestito dalle suore Domenicane dal 1949.

(Cristiano Proia)

Diocesi di Perugia

Nella provincia di Perugia ci son 48 scuole cattoliche materne e 4 elementari per più di 1.500 bambini iscritti. Nella sola diocesi di Perugia-Città della Pieve sono 14 le materne cattoliche e una scuola elementare (Antinori) per un totale di circa 580 bambini iscritti nell’anno scolastico 2002-03, e una scuola superiore (l’Istituto salesiano a Perugia).

Tutte le scuole sono rette da Istituti religiosi o parrocchie tranne l’Antinori che è tenuta dalla Cooperativa “La casa” di Comunione e Liberazione, ma che comunque era una scuola retta dalle “Stimmatine”. “La Federazione dà oggi la possibilità di lavorare in collegamento. Prima non ci si conosceva affatto, come scuole cattoliche” spiega suor Oriana Vettorello, responsabile provinciale della Fism “oggi, invece, abbiamo la possibilità di lavorare con un certo coordinamento. Almeno questo è ciò che chiedono le nuove normative, anche perché altrimenti non si sopravvive. I Corsi di aggiornamento che facciamo ci vengono riconosciuti”.

(Francesca Acito)

Diocesi di Spoleto Norcia

Una presenza un po’ strana quella delle scuole cattoliche nel territorio dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, assai vasto. Per dare un’idea della sua ampiezza basti pensare che racchiude quelle che erano anticamente sette diocesi. “Strana” la distribuzione sul territorio delle scuole perché molto concentrata in alcune zone, come ad esempi Spoleto, dove ce ne sono tre, e per nulla presente in altre, come a Norcia, altro “polo” della Chiesa particolare.

C’è, però, da dire che attualmente c’è molta collaborazione tra istituzioni scolastiche laiche e Arcidiocesi, sempre presente nei progetti e nelle attività dei ragazzi. Tornando alla presenza delle scuole cattoliche in diocesi, esse sono sette e si trovano nei comuni di Bevagna, Cerreto di Spoleto, Cesi e Spoleto, di cui tre ubicate nella Città e una in una frazione, Morgnano.

Si tratta, per lo più, di scuole materne ma, in due istituti spoletini è presente anche il “micronido integrato”, già dallo scorso anno, uno spazio di gioco e di socialità dove viene favorita l’autonomia, lo sviluppo e la creatività dei bambini, dai due ai tre anni. Un’altra particolarità è quella costituita dall’istituto delle Maestre Pie Filippini di Spoleto che hanno preso parte, dall’anno scolastico 2002-2003 alla Riforma Moratti. E’ l’unica scuola nello Spoletino e dintorni, non soltanto a livello cattolico ma in generale, ad avere materna ed elementari per cui è stata favorita tra coloro che hanno acceduto alla sperimentazione.

A distanza di un anno, le difficoltà iniziali delle insegnanti, dovute alle novità, stanno pian piano diradandosi. La scuola cattolica, che alcuni anni fa era preferita per la disciplina, la serietà e la qualità dell’insegnamento gode ancora la stima di molti genitori. Il fatto è constatabile se si considera che, soltanto nella materna di S. Domenico a Spoleto – dove ci sono vaste possibilità di scelta – sono attive 3 sezioni, più il micronido. In altri paesi, invece, la scuola cattolica è l’unica possibilità, come a Cesi, dove quest’anno si contano 21 iscritti. A Cerreto, sono 28 i bambini iscritti alla materna che, per ben 43 anni, è stata unica nella città; dallo scorso anno, ne è stata aperta una pubblica. Ma ci sono ancora tutti religiosi all’insegnamento? Gli istituti sono, per lo più, gestiti da suore – in genere una – ma nell’organico dell’insegnamento, oggi, ci sono soprattutto persone laiche. Nella scuola di San Domenico di Spoleto, anche alcuni frati francescani partecipano all’istruzione dei bambini.

(Eleonora Rizzi)

AUTORE: MariaRita Valli