Sentieri della memoria contro la ’ndrangheta

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di Tonio Dell’Olio*

Lollò Cartisano fu l’ultimo sequestro di persona dell’Anonima sequestri calabrese. Sequestrato il 22 luglio 1993, non venne mai rilasciato. Si trattava del diciottesimo sequestro a Bovalino, la sua città. Poi la ’ndrangheta avrebbe scoperto il narcotraffico, meno rischioso e molto più redditizio, e vi si sarebbe dedicata fino a raggiungere livelli di “specializzazione” incomparabili nel mondo.

Le mobilitazioni promosse dalla famiglia Cartisano diedero la sveglia non solo alla Locride. Persino la Commissione parlamentare antimafia decise un’audizione in trasferta e si recò a Bovalino. Debora, la figlia del sequestrato, ogni anno scriveva una lettera, prontamente riportata dai giornali locali, rivolgendosi alla coscienza dei rapitori.

Dopo 10 anni con una lettera anonima, uno dei carcerieri chiedeva perdono e indicava il luogo impervio in cui trovare i resti di Cartisano. Ormai sono 13 anni che nell’anniversario del sequestro tante persone si danno appuntamento per salire in Aspromonte fino a Pietra Cappa. Da qualche anno, anche altri familiari di vittime della ’ndrangheta si sono uniti al cammino e lungo iI percorso si raccontano. I giovani dei campi di volontariato provenienti da diverse parti d’Italia ascoltano. Si celebra la liturgia eucaristica, si prega. Si cammina.

 

*presidente Pro Civitate Christiana

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