“Siete venuti da me”

DIOCESI. Resoconto dalla beatificazione di Wojtyla

Sabato e domenica scorsi, ho partecipato – insieme ad un piccolo gruppo di giovani della diocesi – alle celebrazioni per la beatificazione di Giovanni Paolo II. Appena scesi dal treno alla stazione Tiburtina, abbiamo visto dei poster con Giovanni Paolo II che tiene un bambino con forza e tenerezza, e la scritta: “Io vi ho cercato. Voi siete venuti da me. E per questo vi ringrazio”. Ecco, le stesse parole del Pontefice, che se ne andava nella casa del Padre, sei anni dopo suonano diversamente. Non c’e spazio per la tristezza. Alle 20.30 l’emiciclo del Circo massimo è diventato una marea di luce in cui si vedevano migliaia di volti, sereni e sorridenti, in maggioranza giovani venuti da tutto il mondo non per una commemorazione ma per dare testimonianza di fede e di speranza. Speranza che ha visto nella vita di Carol Wojtyla il seme di eternità e lo splendore del volto di Dio Padre. La veglia al Circo massimo era divisa in due momenti: la “celebrazione della memoria, con le parole e i gesti di Giovanni Paolo II” e la preghiera del rosario in collegamento satellitare con cinque santuari “dispersi” nel mondo. Siamo andati via dopo le 23, ma non c’era fuga alla ricerca di un posto per dormire, più che altro volevamo vivere quel clima di festa e di forte testimonianza di fede emerso nell’adorazione del santissimo Sacramento esposto nelle diverse chiese di Roma e nel silenzio e raccoglimento di tanti giovani in fila davanti ai confessionali. Dopo le 2 ci siamo trovati sulla soglia della suggestiva strada che porta a San Pietro. Alle 10 di mattina più di un milione di pellegrini ha salutato Papa Benedetto, giunto in piazza per celebrare la messa di beatificazione del suo amatissimo predecessore. Momento particolarmente commovente per me è stato quando Benedetto XVI, accolta la richiesta del vicario di Roma Agostino Vallini, ha letto la formula latina che annovera il Papa polacco tra i beati. E mentre si sentivano il ritornello dell’inno al beato Giovanni Paolo II – composto da mons. Frisina – “Non abbiate paura! Aprite le porte a Cristo”, e le strofe riportanti le caratteristiche del Papa polacco, e veniva scoperto l’arazzo che lo raffigura, mi sono ricordato tutti i momenti in cui ho avuto la possibilità di partecipare ad incontri con lui. In particolare ricordo la Gmg a Czestochowa nel 1991 – nella mia terra d’origine – e quel sentimento che spontaneamente nacque nel mio cuore: “È un santo”. Non nascondo le lacrime che sono scese dai miei occhi. Attorno, tanti miei connazionali colmi di gioia, fieri, come ha detto Papa Benedetto, di “questo esemplare figlio della nazione polacca che ha aiutato i cristiani di tutto il mondo a non avere paura di dirsi cristiani, di appartenere alla Chiesa, di parlare del Vangelo”.

AUTORE: Dariusz Kowalewski