Stimolo positivo per tutti

Caritas. Intervista a padre Vittorio Viola, nuovo responsabile dell'Ufficio diocesano

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‘Credo che dobbiamo riprendere il cammino fatto di condivisione, di un modo di fare Caritas che è anzitutto quello di stimolare le comunità cristiane a ricordarsi dei poveri, anche nel dare segni concreti di come farsi prossimo, evitando che la carità venga delegata solo a qualcuno. Nel giorno ultimo non mi verrà chiesto se la Caritas diocesana o quella della mia parrocchia ha dato da mangiare agli affamati o ha visitato i carcerati, ma se io ho fatto tutto questo al Signore Gesù affamato e carcerato’. Sono alcune affermazioni di padre Vittorio Viola, nuovo direttore della Caritas diocesana; con lui, abbiamo parlato di questo settore e dei suoi progetti.Padre Viola, quali sono state le sue prime impressioni? ‘L’Ufficio diocesano della Caritas ha una lunga storia fatta di impegno sul nostro territorio sia diocesano sia regionale come anche all’estero (Tanzania, Perù e Kosovo). Molto è stato fatto nell’animazione delle Caritas parrocchiali, dei centri di volontariato sociale, dei Centri di accoglienza di Santa Maria degli Angeli e di Santa Maria delle Rose in Assisi; notevole l’impegno da parte del direttore, dott. Giocondo Leonardi, come delegato regionale e nella realizzazione dei progetti. In questi primi mesi sto cercando di inserirmi in queste realtà, mentre cresce la richiesta di sostegno da parte di singoli e di famiglie per tanti tipi di disagio, non ultimo quello economico. Ho incontrato, dunque, una realtà viva, anche complessa, ricca di stimoli’. Al di là delle linee programmatiche fondamentali della Caritas, quali sono gli obiettivi e le finalità che si è proposto di perseguire? ‘Gli obiettivi e le finalità che vorremmo raggiungere sono in sintonia con le linee che lo Statuto della Caritas esprime. Ritengo che l’Ufficio diocesano debba svolgere come primo impegno quel servizio pastorale di animazione delle Caritas parrocchiali che gli compete. Nel 2007 i nostri Vescovi hanno scritto una bella lettera pastorale, Ricostruire l’anima del territorio: è un testo che sintetizza la ricchezza di un’esperienza che ha cambiato il modo di fare Caritas nella nostra regione, insegnandoci valori, primo fra tutti la gratuità che si vive nel dono di sé. È su questa strada che vogliamo camminare. Credo che dobbiamo diventare più capaci di ascoltare sia la realtà nella quale siamo immersi, con tutta la sua crisi e tutte le sue contraddizioni, sia le singole persone in cerca di aiuto. L’ascolto, lo stare accanto è risorsa che attinge all’amore di Dio in noi e, quindi, potenzialmente illimitata’.

AUTORE: Ombretta Sonno