STORIA. Insieme a don Ottavio Posta, a salvare gli ebrei di isola Maggiore nel 1944 c’era un poliziotto, Giuseppe Baratta

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GIUSEPPE-BARATTA-bnUn altro tassello della vicenda relativa alla liberazione degli ebrei da isola Maggiore, dove erano stati deportati dai tedeschi, trova dopo settant’anni una sua collocazione.

Si deve ancora una volta al ricercatore Gianfranco Cialini e ai suoi studi fatti nell’Archivio di Stato di Perugia, se si è riusciti a dare un nome e un cognome all’agente (citato dall’ebrea Livia Coen nella testimonianza resa in tribunale nel 1945) che insieme a don Ottavio Posta salvò gli ebrei nel 1944 dalla rappresaglia tedesca.

Si tratta dell’agente di polizia della questura di Perugia Giuseppe Baratta. Per il suo contributo nel salvataggio, fu arrestato dai tedeschi e solo ‘miracolosamente’ risparmiato dalla fucilazione.

Le ricerche documentano che il cognome Baratta compariva già nelle testimonianze di alcuni abitanti di Isola e di un ebrea salvata. Nel 1944, infatti, vi era in organico della questura di Perugia l’agente Giuseppe Baratta, nato a Perito (Salerno), arruolato nella polizia nel 1940; dopo Perugia, presterà servizio alla questura di Forlì e di Ancona, dove morirà nel 1994.

Il figlio, rintracciato dallo stesso Cialini, ha confermato la presenza del padre a isola Maggiore e il particolare della salvezza in extremis.

Fin a oggi si è parlato, a ragione, del solo ‘regista’ dell’eroica operazione, don Ottavio Posta che, nelle ore nottume del 19 e 20 giugno, fece trasferire i ricercati con barche di pescatori locali da isola Maggiore, ancora in mano dei tedeschi, a Sant’Arcangelo di Magione dove li affidò agli Alleati, salvandoli così da morte certa. Per questo gesto eroico il sacerdote ha ottenuto la Medaglia d’oro alla memoria dal Presidente della Repubblica nel 2008 e, nel 2011, il riconoscimento di Giusto tra le nazioni dallo Stato d’Israele (che si ottenne anche grazie alla documentazione da me raccolta e consegnata allo Yad Vashem di Gerusalemme). Con quest’ultima scoperta Cialini, dopo aver ritrovato nel 2013 in Francia un ebreo salvato nella stessa vicenda, Henry Levi, consente di ricostruire un altro pezzo importante d tutta la vicenda.

AUTORE: Bruno Cappellazzo presidente Associazione nazionale polizia di Stato - sez. Perugia