Tre artisti al Collegio del Cambio di Perugia

Le opere del Sassoferrato provengono dalla basilica di San Pietro di Perugia

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È stata inaugurata il 22 giugno al Nobile Collegio del Cambio di Perugia la mostra “Raffaello e Perugino”. Modelli nobili per Sassoferrato”. Sono giunti dalla Galleria degli Uffizi di Firenze i tanto attesi autoritratti di due tra i principali artisti del Rinascimento, Perugino e Raffaello, e quello seicentesco di Giovan Battista Salvi detto Sassoferrato, artista ai più poco conosciuto.

L’occasione sarà propizia per conoscere meglio l’opera di questo artista marchigiano che realizzò diverse opere per la basilica di San Pietro di Perugia, sette delle quali esposte nella Cappella di San Giovanni, sempre parte del Nobile Collegio perugino. Tra queste un San Mauro, messo a confronto con quello postogli accanto e realizzato dal Perugino. La somiglianza è chiara. “Sassoferrato – spiega il curatore della mostra Francesco Federico Mancini – qui mostra di saper dare vita ad uno stile autonomo nel quale confluiscono gli echi delle levigate eleganze peruginesche e raffaellesche”.

Perché il confronto? Sassoferrato è conosciuto come pittore delle Madonne, ma lo è anche per la sua grande capacità di sapersi ispirare ai modi, alla poesia, alle cadenze del Perugino e della sua schiera. Non manca un confronto anche con Raffello: in mostra c’è la copia della raffaellesca “Annunciazione Baglioni” realizzata dal Sassoferrato. Nella sala delle Udienze del Cambio i tre autoritratti dei maestri sono posti quasi in dialogo tra loro, l’uno di fronte all’altro; soprattutto quello di Perugino (realizzato tra il 1504 – 1506) permette di verificare “dal vivo” la perfetta somiglianza con l’uguale autoritratto dipinto “sopra” sulla parete affrescata della stessa sala: alcuni sostengono che si tratti di Andrea del Verrocchio, altri di Martin Lutero, o lo stesso Perugino. Per Mancini si tratta sicuramente del Vannucci, molto probabilmente ritratto dal giovane Raffaello che transitò nella bottega del maestro umbro tra il 1498 e il 1500. Gli stessi affreschi del Cambio rivelano in alcune parti, stando ad alcuni studiosi, la mano del sedicenne – diciassettenne artista urbinate.

Il progetto della mostra è nato da una collaborazione tra la Galleria degli Uffizi, diretta da Antonio Natali e il Nobile Collegio del Cambio retto da Vincenzo Ansidei di Catrano, nonché di Francesco Federico Mancini e grazie al sostegno economico della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia. Un progetto che rientra nell’ambito di una più ampia iniziativa chiamata La città degli Uffizi il cui obiettivo è quello di portare fuori dalla famosa Galleria fiorentina opere d’arte di particolare pregio verso quelle città che hanno con gli Uffizi intrattenuto rapporti e legami nel corso del tempo.

L’esposizione si chiuderà il 20 di ottobre. È disponibile un bellissimo catalogo della Aguaplano.

AUTORE: Manuela Acito