L’Ue “ordina” solo quando…

di Pier Giorgio Lignani

Nel suo discorso alla Camera per annunciare, a nome del suo partito, il voto contrario al governo Draghi, Giorgia Meloni ha riconosciuto quanto sia importante per l’Italia far parte dell’Unione europea.

Però ha specificato che l’Unione europea la vorrebbe diversa, senza poteri sovranazionali, un po’ come un condominio (il paragone è mio) che amministra i beni comuni, ma per tutto il resto lascia ciascuno padrone in casa sua. Insomma, quello che non piace ai sovranisti è che la Ue abbia il potere di sovrapporre la sua politica a quelle dei Governi nazionali.

Ma attualmente la Ue fa questo? Bisogna fare un po’ di chiarezza. L’autorità più alta della Ue non è il Parlamento, che ha un ruolo più che altro simbolico; e neppure la Commissione, che certo conta moltissimo, ma ha solo funzioni esecutive. La sede vera del potere, dove si fanno le scelte di fondo per la politica e per l’economia europea, è il Consiglio, che è il tavolo intorno al quale si riuniscono periodicamente i capi dei Governi dei 27 Stati membri o, a seconda dei casi, i rispettivi ministri competenti per materia. E lì, nel Consiglio, le decisioni devono essere approvate all’unanimità, cioè basta il voto contrario di uno per far saltare tutto. Riguardo a molte decisioni, poi, è necessario anche un voto di ratifica da parte di ciascuno dei 27 Parlamenti nazionali. Solo dopo questi passaggi una regola diventa vincolante; e a questo punto entra in gioco la Commissione (quella presieduta da Ursula von der Leyen), che ha il compito di mettere in pratica le decisioni del Consiglio e di sorvegliare che lo facciano anche i Governi nazionali.

Quindi, quando sentiamo dire che la Commissione ordina all’Italia di fare questo e quello, non è un dispetto, ma ci sta semplicemente ricordando qualche obbligo che abbiamo liberamente sottoscritto. Il tutto va visto nell’ottica di un mondo che è sempre più stretto, dove ci sono opportunità di sviluppo e benessere quali l’umanità non ha mai visto, ma per usufruirne bisogna organizzarsi e coordinarsi su scala planetaria. I sovranisti se ne facciano una ragione.

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