Umbria Jazz, la vita comincia a 40 anni

Umbria Jazz celebra la 40a edizione con esibizioni e pubblico da record. Giusto qualche noticina stonata

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Musicisti di strada lungo corso Vannucci
Musicisti di strada lungo corso Vannucci – Foto A. Coli

19/07/2014 – Si è chiuso il sipario sulla 40° edizione di Umbria Jazz: traguardo importante per la manifestazione musicale che ha visto negli anni i più grandi interpreti a livello mondiale esibirsi nella nostra città. Un’edizione di prestigio, quella del 2013, alla quale hanno partecipato nomi come Pino Daniele e Mario Biondi, voci e sonorità diverse, che si sono divisi il palco nella stessa serata con un’arena Santa Giuliana “sold out”. Al Morlacchi un concerto interessante è stato quello che ha ricordato il maestro Armando Trovajoli scomparso nel febbraio scorso, con i pianisti Renato Sellani, quasi novantenne ma con una verve musicale giovane da fare invidia ai più, e Danilo Rea. La Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, che ogni anno consegna un premio ai musicisti che hanno portato e tenuto alto il nome dell’Italia e dell’Umbria nel mondo facendosi ambasciatori della cultura del nostro Paese, ha premiato quest’anno proprio Danilo Rea, pianista jazz di prestigio del panorama italiano. Altra artista di spessore è stata Dee Dee Bridgewater con la sua voce potente e calda, che si è esibita con Ramsey Lewis. Un concerto esclusivo per festeggiare i 40 anni di Umbria Jazz è stato quello di Herbie Hancock e Chick Corea, due miti del jazz mondiale che hanno unito le note dei loro pianoforti anche in modo giocoso. Magica la presenza all’arena dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia in concerto insieme al grande Stefano Bollani al pianoforte: circa sessanta elementi sul palco, diretti dal maestro John Fiore, che hanno riproposto le melodie di Bernstein, Ravel e Gershwin.

Tanti e di valore anche gli artisti che si sono esibiti nei concerti gratuiti dei giardini Carducci e in piazza IV Novembre, anche se il volume talvolta esagerato, oltre al fastidio che ha dato ai residenti per l’ora tarda “allungata” rispetto agli scorsi anni, a mio avviso è andato a scapito anche degli stessi interpreti. Tra loro ci piace ricordare la bella voce della pianista Sarah McKenzie e i ragazzi della Berklee-UJ Clinics Award Group che hanno saputo mostrare il loro “sapere” reinterpretando brani jazz intramontabili. Questa una breve sintesi della kermesse jezzistica per eccellenza che, come è stato detto nella conferenza stampa di chiusura, ha visto un’edizione da record con un milione di euro di incassi (circa 35.000 paganti) e oltre il 20% di visitatori in più rispetto al 2012. Unica nota stonata, è il caso di ricordarlo, la presenza “divistica fuori dal tempo” di Keith Jarrett che ha chiesto l’assoluto divieto di scatti fotografici, il buio della scena e le spalle rivolte al pubblico del Santa Giuliana… quel pubblico internazionale che lo rende famoso in tutto il mondo. Forse è il caso di lasciare a casa certi personaggi che, se pure artisti di spessore, con il loro comportamento da primadonna certe volte danneggiano completamente la loro immagine. Aspettiamo la 41a edizione di Umbria Jazz con curiosità per ciò che saprà proporci, visto che “la vita comincia a quarant’anni”…

 

 

 

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AUTORE: Anna Maria Angelelli