Umiltà e gratuità: è la via di Benedetto

Norcia. Concluse le celebrazioni benedettine. “Dopo 1500 anni - ha detto il vescovo Renato Boccardo - Benedetto parla ancora

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I tedofori sotto la statua di san Benedetto
I tedofori sotto la statua di san Benedetto

“Nel clima di confusione e di incertezza che stiamo vivendo, occorre guardare a San Benedetto da Norcia non solo come ad un protettore ma come a un educatore, capace di offrire ancora oggi un’indicazione di rotta”. In questo pensiero, espresso dall’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, e condiviso da tutti gli intervenuti alle celebrazioni benedettine, è contenuto il senso più profondo dei festeggiamenti nursini dedicati al Padre del monachesimo occidentale e del viaggio della Fiaccola “Pro Pace et Europa Una”, che venerdì 20 marzo sera è tornata a Norcia da Dublino, ripercorrendo in Italia, tra Montecassino e Norcia, il “cammino di San Benedetto”. La “luce” del Santo patrono d’Europa, scortata da un nutrito gruppo di tedofori, è giunta in piazza San Benedetto poco prima delle 20. Ad attenderla c’erano il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e le numerose autorità religiose, tra cui il priore del monastero benedettino di Norcia padre Cassian Folsom, civili e militari: tra queste il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, il vice presidente della Camera dei Deputati Marina Sereni, l’ambasciatrice d’Irlanda presso la Santa Sede Emma Madigan, il presidente dell’assemblea legislativa e l’assessore alla Cultura della Regione Umbria, rispettivamente Eros Brega e Fabrizio Bracco, il prefetto della Provincia di Perugia Antonella De Miro e altri parlamentari come Catia Polidori, Renata Polverini e Giampiero Giulietti. Insieme a loro anche tutti i sindaci della Valnerina e dell’intera diocesi. “In un’era come la nostra, in cui l’onda del terrorismo islamico e le crudeli minacce dell’Isis rischiano di sovvertire la realtà e minare tutti i valori e i punti di riferimento della civiltà occidentale – ha detto il sindaco Alemanno – la fiaccola di San Benedetto deve rappresentare sempre di più la testimonianza della nostra identità religiosa e della nostra fede. La sua missione deve essere sempre di più quella di contrastare i fondamentalismi dell’orrore a favore di una civiltà del rispetto reciproco, in cui possa prevalere la pace e la libertà, anche religiosa”. La vigilia della festa di San Benedetto, oltre che dall’arrivo della Fiaccola, è stata scandita anche da altri rituali come la cerimonia di consegna del reliquiario di San Benedetto all’Arcivescovo di Spoleto-Norcia e la consegna alla Basilica di San Benedetto della bandiera dell’Irlanda da parte dell’Ambasciatore irlandese in Italia. Come da programma, invece, le celebrazioni di sabato mattina 21 marzo, cui ha partecipato anche la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini, hanno visto dapprima la sfilata del Corteo storico poi la solenne celebrazione eucaristica in basilica. “Alla scuola di Benedetto – ha detto nel corso dell’omelia l’arcivescovo Boccardo – possiamo ancora oggi, nel mondo contemporaneo così complesso, spesso confuso e secolarizzato, proporre i valori di umiltà, gratuità, rinuncia a se stessi e dedizione agli altri, valori sui quali fondare il vivere comune e l’edificazione della società. Utopia? Sogno? Qualcuno lo potrebbe credere. San Benedetto ci dice invece che questa è la via. Quanti altri personaggi storici hanno creduto di aver coniato la ‘formula vincente’, e la loro memoria si perde nel buio dei secoli… Dopo 1500 anni, invece, Benedetto parla ancora”.