Una Chiesa che si ritrova nelle case

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Don-Marco-ArmilleiSono sacerdote da tre anni. Dopo una prima esperienza presso le parrocchie di Bettona e Passaggio di Bettona, da due anni presto servizio come vice parroco presso la parrocchia di San Marco Evangelista in Bastia Umbra. È una parrocchia molto viva e con tanta voglia fare, e nella quale possiamo rivivere l’esperienza della primitiva Chiesa, quella nata subito dopo il grande dono della Pentecoste e che vedeva i primi cristiani riunirsi intorno alla Parola di Dio nella case. Anche noi praticamente stiamo in quelle condizioni, avendo solo due locali presso il Villaggio XXV Aprile, dei quali uno è adibito a chiesa e l’altro a ufficio parrocchiale/sala riunioni.
A febbraio ho conseguito la licenza in Pastorale familiare presso il Pontificio istituto “Giovanni Paolo II” su matrimonio e famiglia. Studi che mi serviranno, con l’aiuto del Signore, a svolgere al meglio quello che sarà un prossimo impegno diocesano presso l’ufficio Famiglia, e che già da adesso svolgo in parrocchia. E proprio di questo vorrei raccontare.
Come dicevo, la nostra parrocchia vive la precarietà della Chiesa primitiva e quindi, oggi come allora, è di fondamentale importanza l’apertura delle case dei fedeli cristiani, apertura che trova i suoi frutti principali nel progetto di rinnovamento delle parrocchie voluto dal nostro Vescovo e che ormai, dopo la pubblicazione del libro del Sinodo, è diventata la proposta base per la nostra diocesi. Questo rinnovamento si costruisce intorno alla costituzione di piccole comunità, le Comunità Maria – Famiglie del Vangelo, che si ritrovano intorno alla Parola di Dio nelle case di coloro che ne fanno parte. Nella parrocchia di San Marco se ne sono formate cinque, e una sesta sta camminando nel percorso iniziale di formazione.
È veramente emozionante vedere la gioia e la fraternità che questi fratelli, incontro dopo incontro, costruiscono con il Signore e tra di loro, avendo come meta quella della Chiesa apostolica che ci raccontano gli Atti degli apostoli: “Erano un cuor solo e un’anima sola”. Il rinnovamento auspicato dal Vescovo – che, come per contagio, si sta espandendo nelle varie parrocchie – consiste nel cercare di ricostruire quelle relazioni calde che caratterizzavano nel passato le comunità cristiane e che oggi, senza mitizzare il passato e denigrare il presente, a causa dell’individualismo dilagante anche nelle piccole realtà, si sta perdendo. Difatti, uno dei disagi maggiori che come sacerdote riscontro sempre più spesso è quello della solitudine della gente, di qualsiasi età, che sembra essere in forte contraddizione con il mondo globalizzato e sempre on-line che orami caratterizza la nostra epoca.
Ma di cosa si tratta? Entriamo nello specifico.
Le Comunità Maria – Famiglie del Vangelo non sono un nuovo movimento ma semplicemente una nuova forma per strutturare la parrocchia seguendo il metodo-Gesù, ovvero ritrovarsi intorno a Lui in poche persone per poter costruire forti legami come quelli che si sperimentano in famiglia, e così diventare a tutti gli effetti una famiglia spirituale. Gli incontri si svolgono in genere ogni quindici giorni, ma nulla vieta che possano essere anche settimanali. Dopo un primo momento in cui si innalza, individualmente, al Signore una preghiera di lode, si recita una preghiera di affidamento a Maria e poi, dopo aver invocato lo Spirito santo affinché apra i cuori degli ascoltatori, si proclama il Vangelo della domenica (così da restare dentro il cammino parrocchiale) e dopo una breve spiegazione (fatta dal sacerdote se è presente, o da uno dei membri, o seguendo il commento che come Servizio diocesano inviamo ogni settimana alle varie comunità) ecco il cuore dell’incontro, cioè la condivisione di ciò che quella Parola ha suscitato in ognuno, con molta libertà e senza aprire una discussione.
In seguito c’è la preghiera di intercessione, recitando una decina del rosario secondo le intenzioni dei presenti, quindi si recita la preghiera di consacrazione, che consiste in una preghiera/programma da recitare tutti i giorni per aumentare la comunione tra le varie comunità.
Con grande gioia e riconoscenza al Signore non posso fare altro che lodarlo per i frutti che stanno nascendo grazie a questo “nuovo” modo di far incontrare i fratelli, certo che a Lui non mancherà modo di farlo crescere e così fruttificare sempre di più, mettendoci sempre sotto la protezione della Vergine Maria madre della Chiesa.

AUTORE: Don Marco Armillei