Una sala gremita per l’incontro annuale del Ceis

All'incontro era presente don Paolino Trani

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Festa annuale del Ceis: tante, tantissime persone riunite all’hotel “Il Boschetto” per incontrarsi, rincontrarsi, festeggiare. È il quattordicesimo anno che il Ceis, dalla sua apertura a Città di Castello, sottolinea con questo incontro l’importanza di essere assieme, di essere uniti in una via che può essere difficile, ma non impossibile a percorrere. Una via che ha portato molti giovani a una riappropriazione di valori, di speranze, di progetti da realizzare. Ha porto il suo saluto a tutti don Paolino Trani che si è, tra l’altro, rallegrato di vedere giovani coppie un tempo passate per il Centro ed ora presenti con i loro bambini. Ha messo in rilievo, tra l’altro, come sia importante, per giungere a un risultato nel lavoro, il rapporto tra persone, la comunicazione. Passando a un resoconto di quanto compiuto nell’anno che sta per chiudersi ha annunciato che sono stati portati a termine i lavori interni della canonica di Santa Maria del Popolo, quanto al programma per il 2003, definito insieme al Sert, è stato già sottoposto alla Regione.

Programma alla base del quale, ha sottolineato don Paolino, vi sono sempre tre punti cardinali: accoglienza, comunità, reinserimento. Il presidente del Centro di Arezzo, Franco Balè, ha poi portato il saluto di quanti vi operano sottolineando l’importanza dei collegamenti e dei confronti nel lavoro fra i due centri. Presente il giudice Gabriele Lino Verrina che, confermando quanto già detto da don Paolino circa i frequenti rapporti esistenti tra Ceis, Forze dell’ordine e Magistratura, ha espresso il suo augurio per il lavoro futuro.

Don Tonino Rossi ha preso brevemente la parola per dire dei lavori che si conta di eseguire nel nuovo anno all’esterno di Santa Maria del Popolo e nella sede cittadina, sperando di reperire i fondi. Un breve intervento dell’assessore Mearelli, venuto in rappresentanza del Sindaco, quindi don Paolino ha espresso il ringraziamento di tutto il Centro al vescovo, mons. Pellegrino Tommaso Ronchi, che ne ha costantemente seguito e aiutato l’opera. Infine è stato il momento di una divertente rappresentazione teatrale che ha avuto protagonisti i ragazzi. L’organizzazione di questa è stata di Massimo Caldano che ha dato prova anche del suo talento di attore in una applauditissima scena a solo. La riunione si è protratta a lungo con una festosa cena in una animatissima sala dove sembrava davvero non mancare rapporto e relazione tra quanti erano intervenuti.

AUTORE: E.R.