Un’enciclica in un minuto e mezzo

Scuola della Parola. L'intervento del vaticanista Rai Fabio Zavattaro

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Siamo ormai giunti a metà degli incontri della Scuola diocesana della Parola, quest’anno dedicata al tema della vita nello Spirito, che richiama ogni volta numerosi partecipanti da tutta la diocesi. La formula, che è ormai consolidata da tempo e che risulta gradita agli adulti e ai molti giovani che vi prendono parte, è quella di dedicare la prima parte alla preghiera e all’adorazione eucaristica, guidata dal vescovo mons. Giovanni Scanavino insieme ad alcuni sacerdoti, e la seconda parte all’incontro-dibattito con un testimone. Dopo aver incontrato, durante i precedenti mesi, Lia Trancanelli, Maddalena Santoro, Susanna Tamaro e i Missionari di Madre Teresa di Calcutta, ognuno dei quali ha portato la sua personale esperienza di vita vissuta nella fede, sabato 10 febbraio un centinaio di persone erano presenti nella sala di Collevalenza presso il santuario dell’Amore Misericordioso, per ascoltare Fabio Zavattaro, giornalista e vaticanista della Rai. Zavattaro è stato invitato a parlarci della sua esperienza di cristiano professionalmente impegnato nel mondo delle comunicazioni sociali. Ha raccontato dei suoi ‘esordi’ nel mondo del giornalismo, quando, lavorando in un giornale di Milano, si occupava di ‘questioni internazionali’ relative all’Europa dell’Est e al Medio Oriente, della sua passione per il lavoro di giornalista radiofonico, del successivo approdo al mondo della televisione, fino a dedicarsi poi in modo definitivo alle ‘questioni vaticane’. Zavattaro ha parlato sia del dono di aver svolto questo lavoro a cominciare dal pontificato di Giovanni Paolo II, ma anche delle difficoltà del suo mestiere di vaticanista e della responsabilità di cui si sente investito ogni volta che, in diretta televisiva, deve ‘raccontare’ agli ascoltatori, in un minuto e mezzo, l’essenza di un discorso del Santo Padre su temi di grande rilievo o il contenuto di un’intera enciclica, sempre pensando che al di là dello schermo la notizia deve arrivare, senza travisamenti, a milioni di ascoltatori. Di fronte ad un abile comunicatore quale Zavattaro, la platea dei presenti è stata molto stimolata soprattutto a chiedere al giornalista di riferire la sua esperienza a contatto diretto con il Papa. Zavattaro ha ricordato anche alcuni episodi della sua carriera di vaticanista, del primo viaggio di Giovanni Paolo II verso Assisi, in treno, di quando non ebbe il coraggio, per un senso di timore e rispetto, di sedersi vicino a lui per intervistarlo; dei viaggi fatti al seguito del ‘Papa delle tante prime volte’ (alla sinagoga di Roma, a Cuba, ad Auschwitz, tra le tante), fino a ricordarne la morte, rinnovando anche nei presenti la commozione di quei momenti.

AUTORE: Francesca Carnevalini