Uniti nel segno di Baden Powell e della musica

Ha fatto sosta ad Assisi e Perugia il gruppo di scout palestinesi cattolici e musulmani.

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L’Umbria si propone come luogo di incontro di culture diverse e di integrazione fraterna. Il 23 aprile infatti si sono riuniti ad Assisi, presso i padri Cappuccini, una delegazione di scout palestinesi, provenienti da Betlemme, di religione cristiana ed un’ altra di ragazzi israeliani di religione musulmana, della città di Rahat. Il 24 si sono spostati a Perugia, dove si è svolto un incontro con la cittadinanza, alla sala dei Notari, a cui hanno partecipato Guido Panico, cavaliere del Santo Sepolcro e organizzatore dell’evento perugino, il sindaco di Perugia Locchi e l’arcivescovo di Perugia mons. Chiaretti. Inoltre, erano presenti una rappresentanza degli scout di Perugia della parrocchia di Santo Spirito, il sindaco di Betlemme Victor Batarseh, il vicesindaco di Rahat Abu Seheiban Mussa e il vicesindaco di Montevarchi, Giovanni Rossi. I due gruppi sono arrivati in Italia proprio su invito del Comune di Montevarchi (diocesi di Fiesole), città con la quale sia Betlemme sia Rahat sono gemellate, in occasione di due importanti ricorrenze. La prima è la celebrazione del primo centenario degli scout, la seconda il bicentenario della fondazione della banda musicale di Montevarchi. La musica e l’arte rappresentano un punto in comune di questi gruppi, visto che i 23 scout di Betlemme sono entrati trionfalmente a Perugia suonando una marcia con trombe e cornamuse, in vestiti tipici. Come spiega il francescano padre Marwan Di Des, accompagnatore di questi ragazzi e direttore della scuola di Terra Santa di Betlemme che essi frequentano, ‘i ragazzi, che suonano in tutte le cerimonie ufficiali della città, hanno tra i 16 e i 18 anni, e per molti di loro si tratta delle prima uscita dalle mura di Betlemme.’ Di Des durante l’incontro con le autorità ha fatto da interprete traducendo dall’arabo all’italiano e viceversa gli interventi dei singoli partecipanti. Il sindaco Renato Locchi ha dato il benvenuto alle delegazioni a nome della città. ‘Perugia è città di pace’ ha sottolineato Locchi ‘perché qui convivono ragazzi provenienti da tutto il mondo, studenti dell’Università per stranieri. Gli scambi favoriti dagli scout sono anch’essi importanti, in quanto contribuiscono al dialogo e alla pace’. Sulla città di Perugia come simbolo di pace e fratellanza, sul modello di san Francesco, si è soffermato anche monsignor Chiaretti, il quale ha aggiunto che ‘siamo tutti figli dello stesso Padre, anche se chiamato con nomi diversi, che desidera che viviamo come fratelli’. Questo messaggio è stato ribadito dal vicesindaco israeliano Mussa, rappresentante dei ragazzi musulmani, che ha invitato il vicesindaco di Montevarchi a visitare la sua terra. ‘I giovani dei diversi Paesi devono incontrarsi’ ha spiegato quest’ultimo, ‘perché sono loro a poter costruire un futuro di pace’. Solo così potranno essere abbattuti i ‘muri di odio’ – definiti in questo modo dal sindaco di Betlemme – che dividono tuttora la sua città. A termine dell’incontro, suggellato dall’offerta della fascia araba a Locchi e Chiaretti da parte delle autorità palestinese ed israeliana, i giovani di Rahat si sono esibiti in piazza in una danza tipica, di fronte ad un pubblico sorpreso ed affascinato.

AUTORE: Margherita Idolatri