Università: opportunità da cogliere, non bersaglio da colpire

Cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico, con il neo-presidente dell’Anm, Davigo

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Rettore-Inaugurazione-università_CMYK“Studi scientifici dimostrano che i Paesi più corrotti sono quelli che spendono meno per istruzione e cultura; cose che in Italia coincidono”. A dirlo è il neo-eletto presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Piercamillo Davigo, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2015-16 dell’Università di Perugia.
Le sue parole hanno fatto eco all’intervento del rettore Franco Moriconi, che è tornato a denunciare la difficile situazione del mondo accademico italiano dovuta a “tanti anni di politica sconsiderata”. L’Università – ha sottolineato il rettore – è vista come “un settore da colpire, anziché un’opportunità da coltivare e far crescere. È ora di dire basta”.
Sul fronte dell’ateneo perugino, Moriconi ha posto l’accento sulle due “questioni critiche più dolorose e urgenti”: lo sforamento dell’indicatore economico ministeriale dell’80% e la questione del personale precario. Lo scorso anno, infatti, l’Università di Perugia ha subìto una decurtazione nel Fondo di finanziamento ordinario a causa di un superamento dell’indicatore economico ministeriale pari all’81,6% rispetto alla quota consentita dell’80%.
“Tra le cause – ha spiegato il rettore – vi è sicuramente la contrazione degli introiti relativi alle tasse, causata dalla progressiva e consistente diminuzione degli studenti, a fronte di spese fisse non ulteriormente contraibili. Alla luce di questo dato, e delle sue perniciose conseguenze, il rammarico per il troppo silenzio che circondò il progressivo e incontrastato calo degli studenti si trasforma in rabbia, perché è oggi che la nostra istituzione, ma anche il territorio, ne pagano le dolorose conseguenze”.
Sulla questione precari si è espresso anche il rappresentante del personale tecnico-amministrativo Adriano Ferranti, mentre fuori dall’aula magna alcuni rappresentanti dei precari portavano avanti un sit-in di protesta.
Il nodo ruota intorno all’impossibilità di prorogare circa 80 contratti a tempo determinato, alla luce della nuova normativa, secondo cui un contratto a tempo determinato non può essere reiterato oltre i 36 mesi, in quanto le mansioni ricoperte non possono più essere considerate occasionali, ma permanenti e durevoli. “Stiamo analizzando – ha spiegato Moriconi – tutte le eventualità, al fine di garantire al massimo grado possibile le opportunità di lavoro”.
La rappresentante degli studenti, Martina Domina, si è invece soffermata sul “devastante effetto che la recente riforma del calcolo dell’indicatore Isee ha avuto, incidendo in maniera determinante sulla vita quotidiana di molti studenti (circa il 20% a livello nazionale e il 10% in Umbria)” e sulla necessità di una riorganizzazione della mobilità pubblica, specie in orario serale.
Ma i segnali per guardare al futuro con ottimismo ci sono: aumento delle immatricolazioni, qualità della ricerca, nuovi servizi per studenti e non. “Stiamo per rilanciare il Circolo Bambagioni – ha anticipato il rettore -, affinché possa diventare un punto di incontro per studenti, dipendenti e cittadini, ospitando anche attività educative e ludiche per i figli del personale d’ateneo durante il periodo di sosta dalle attività scolastiche. E ancora, con la collaborazione di Comune e Regione, e insieme al Comitato per la vita Daniele Chianelli, stiamo predisponendo il progetto per la costruzione di un primo asilo nido destinato ai figli degli studenti, del personale e dell’Azienda ospedaliera”.

AUTORE: Laura Lana