Vai in Rete e incontri il parroco

Giornata delle Comunicazioni sociali. Ben il 61,7% delle parrocchie ha l'e-mail, nonostante l'età media avanzata del clero

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Non chiese, ma sagrati virtuali su web, utili per allacciare relazioni con chi è lontano dalle mura della chiesa o anche per intensificare e prolungare un rapporto già iniziato off line. È questo quello che emerge da una ricerca che abbiamo condotto presso il dipartimento Istituzioni e società dell’Università degli studi di Perugia, commissionata dall’Associazione webmaster cattolici italiani, sul rapporto delle parrocchie italiane con internet, con particolare riguardo alla possibilità di un utilizzo attivo degli strumenti informatici per usi pastorali. ‘Il mio blog si chiama sagrato, perché non posso costringere la gente ad entrare in chiesa. Io li incontro sul sagrato; se poi vogliono entrare in chiesa, ci organizziamo’: sono le parole di uno dei 165 parroci intervistati in tutta Italia, che fanno intravedere alcune delle nuove opportunità di utilizzo del web per l’evangelizzazione. Così come chi afferma che ‘i giovani dicono di più su Messenger che in confessionale’, anche quelli che abitualmente frequentano la parrocchia. Le più recenti teorie sui digital media ritengono ormai superata l’idea tipica della fase iniziale delle ricerche, secondo la quale la Rete sarebbe uno spazio autonomo, un ambiente sociale a sé, slegato dai contesti ‘reali’ e dalle modalità sociali in cui essa viene effettivamente utilizzata. Il virtuale e il reale non corrono più su binari paralleli, come è stato pensato per anni. Lo stesso Benedetto XVI parla di ‘nuove tecnologie, nuove relazioni’. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia sottolinea i cambiamenti determinati dalle nuove tecnologie digitali nei rapporti umani. Il nostro studio va proprio in questa direzione: le ricadute nella vita di tutti i giorni di quanto esperito on line sono sempre più importanti. La ricerca ha prodotto anche dei numeri che aiutano a capire meglio il panorama delle parrocchie italiane sul web: in quasi l’86% delle parrocchie italiane esiste un computer, e nel 70% esiste una connessione a internet che viene utilizzata per una pluralità di scopi. Il 61,7% delle parrocchie ha un indirizzo di posta elettronica. Ciò avviene nonostante l’età piuttosto avanzata della maggior parte dei parroci: quasi il 50% di essi ha più di 60 anni. Tuttavia l’età anagrafica non ha un peso così rilevante sulla diffusione delle nuove tecnologie: lo scarto tra parroci giovani e più anziani nell’uso di internet è infatti piuttosto limitato. Il 16% degli intervistati ha un sito web parrocchiale. Quasi 13.000 sono i siti cattolici italiani (fonte: www.siticattolici.it) di cui la percentuale più consistente è costituita proprio dai siti web parrocchiali. Un mondo, quello cattolico on line, che trova oggi in WeCa (di cui anche la diocesi di Perugia-Città della Pieve è socio fondatore) un punto di riferimento importante. Da alcuni anni, infatti, l’associazione opera in Italia con l’obiettivo di creare una rete nella Rete fra i siti internet di ispirazione cattolica, e promuovere attività formative, educative e culturali. L’indagine condotta potrà essere un supporto per orientare l’attività dell’associazione al servizio della realtà ecclesiale italiana.

AUTORE: Rita Marchetti