Vittorio: il ricordo e la sua eredità

Celebrato il 6'anniversario della morte di Vittorio Trancanelli. Le Querce di Mamre la sua più grande opera

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Il 24 giugno, festa liturgica della natività di san Giovanni Battista, è stato ricordato il sesto anniversario della scomparsa di Vittorio Trancanelli. Nel cimitero di Cenerente, sotto terra, riposano le sue spoglie mortali e a Cenerente ha sede l’opera da lui e dalla moglie Lia ideata e voluta, chiamata ‘Alle Querce di Mamre’ . Nella chiesa della parrocchia di Cenerente, insufficiente a contenere tutta la gente affluita per l’occasione, hanno concelebrato don Elio Bromuri, don Remo Bistoni, don Lucio Gatti, il francescano padre Renato Russo e padre Domenico Cancian del santuario di Collevalenza. Erano presenti gli anziani genitori, la moglie Lia, il figlio Diego, la sorella e tanti amici. Si è pregato intensamente in un tipo di preghiera di invocazione e di lode, perché, come ha scritto un suo giovane amico citando un salmo, ‘ai santi si addice la lode’ e si è meditato sull’esempio che Vittorio ha lasciato come eredità alla comunità cristiana. L’amore alla Scrittura, l’accoglienza ai piccoli, la serietà nell’esercizio scrupoloso della sua professione di medico chirurgo, l’intelligenza della fede. In questo sesto anniversario si è notato che il ricordo di Trancanelli anziché diminuire si accresce e si allarga anche a coloro che non l’hanno conosciuto direttamente. La sua storia colpisce coloro che la vengono a conoscere e dalle più recenti testimonianze che sono state rese su lui si nota che la sua persona è talmente carica di valori intrisi di spiritualità e di stile cristiano che la gente rimane meravigliata e si domanda come abbia potuto vivere in quel modo. Si sente ripetere: ‘Vittorio, senza dirmi niente in proposito, mi ha cambiato la vita’. Il suo messaggio era vitale, personale, silenzioso. Si è fatta una riflessione sul silenzio, le poche parole, quelle secche e necessarie, il linguaggio dello sguardo. vA completamento della serata di ricordo si è tenuto un suggestivo incontro sotto un tendone nella vicina parrocchia di Canneto dove è stato letto un testo preparato da padre Domenico e letto mentre scorrevano alcune immagini di momenti della sua vita e con un sottofondo musicale, che rappresenta una perfetta fotografia di Vittorio, alla quale si sono aggiunte ulteriori testimonianze. Particolarmente efficaci quelle di due ragazze che non l’hanno conosciuto, ma hanno respirato il suo fascino nell’ambiente in cui sono ospiti. Intanto va avanti un processo di ricerca di testimonianze e di raccolta di dati sulla vita di Vittorio in vista di farne una documentazione che permetta di valutare appieno, in tutti i suoi aspetti, la personalità umana e cristiana di Vittorio. Una figura da additare a modello del cristiano ‘normale’, che vive in santità di vita, nella società di oggi.

AUTORE: (E.B.)