Zainetti carichi di sofferenza

MEDIATORI FAMILIARI: figure ancora poco conosciute ma di vitale importanza

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La separazione tra i genitori è spesso per i figli un momento di grande difficoltà, oltre che di sofferenza. ‘Noi a scuola ce ne accorgiamo subito: l’umore dei bambini cambia; sono distratti, piangenti, per non parlare del loro rendimento scolastico, che peggiora sensibilmente’. A raccontare la sua esperienza a contatto con bambini dai 3 agli 11 anni è Gabriele Goretti, da oltre vent’anni dirigente scolastico del I circolo didattico di Perugia, intervenuto ad un seminario di studio promosso dalla Mixtim (associazione di promozione sociale studio e ricerca interdisciplinare sui minori e la famiglia, che raccoglie professionisti e persone interessate ai diversi aspetti della tutela dei minori) sulla mediazione familiare. Spesso la separazione si porta dietro litigi, ripicche, rivendicazioni e contese per la tutela dei figli. ‘La scuola diventa sempre più spesso contesto di conflitto – spiega a La Voce Goretti. – Non è insolito per me, come per le maestre, intervenire nel corso di un litigio tra i genitori sulla porta della scuola, perché si accusano a vicenda di non avere il diritto di riprendere il bambino. Madri piangenti che si confidano con le maestre, alla ricerca di un consiglio o di un appoggio morale. Nella nostra scuola – racconta – dove sono iscritti 1.150 bambini, tra scuola dell’infanzia e primaria, ci sono almeno 200 coppie divise, se non di più. E a pagarne le conseguenze sono questi bambini che vengono a scuola e, come un libro aperto, raccontano cosa succede a casa. Magari arrivano assonnati perché non hanno dormito: ‘Mamma e papà mi hanno svegliato perché stavano litigando’, raccontano. La scuola non ha referenti per essere più funzionali rispetto alla situazione. L’auspicio – conclude – è che si possa creare un’azione di partenariato tra enti e persone preparate per la tutela del bambino’. Insieme a lui, altri hanno portato la loro testimonianza su quali problematiche portano dietro di sé le coppie in crisi, soprattutto se la separazione non è consenziente. Assistenti sociali, psicologi (tra cui Fulvio Scaparro, famoso psicoterapeuta, mediatore familiare e Marina Lucardi, presidente SiMef, mediatrice culturale), pediatri, avvocati, magistrati, si sono confrontati su questo tema anche alla luce della recente legge 54/2006 che dispone in caso di separazione o divorzio l’affido condiviso dei figli. ‘I genitori sono assolutamente alla pari nella gestione dei figli – ha detto il magistrato milanese Annamaria Caruso – e solo in situazioni eccezionali (ad es. patologie gravi) il giudice può decidere l’affido a solo uno dei genitori’. Ma accade sempre più spesso che le controversie non cessino, trascinandosi per anni. Ecco allora che un aiuto può venire dal mediatore familiare, figura ancora poco conosciuta in Umbria, in genere psicologo o assistente sociale – spiega Pierangela Benvenuti, mediatrice familiare Mixtim, – ma che può aiutare la coppia in procinto di divorziare, a risolvere i conflitti in corso, a restituire loro la responsabilità dell’essere genitore e delle decisioni che riguardano i figli. Una figura che anche nel resto d’Italia è presente a macchia di leopardo, ma che, dove è più presente, ha portato i suoi frutti’. ‘Fino al 2006 – prosegue Benvenuti ‘ a Perugia il servizio era gestito dalla Provincia, poi è passato al Comune. Per un anno intero c’è stato il vuoto ed ora è gestita da due mediatrici familiari della Mixtim’. La scelta di rivolgersi ad un mediatore ‘ è stato detto nel corso del seminario – viene fatta liberamente dalla coppia, che decide di prendere parte a dieci – dodici incontri in tutto. Insieme, non a scuola ma in campo neutro, in un incontro a tre, confidenziale e riservato, il mediatore favorisce la comunicazione tra i due genitori, spesso interrotta da tempo e portata avanti solo tramite gli avvocati, cercando di arrivare ad un accordo che li veda collaborare insieme per il bene dei propri figli e per se stessi. Manuela AcitoI DATI IN UMBRIALa presidente di Mixtim, Francesca Ferranti, nel salutare i convenuti, tra cui l’assessore del Comune di Perugia Tiziana Capaldini, ha letto alcuni dati forniti da una recente indagine Istat. Tasso di separazione: è del 5 per mille, un dato appena inferiore a quello nazionale che è dello 0,56%.Separazioni: sono 27 ogni 100 matrimoni. Minorenni: sono 4.686 quelli coinvolti nelle 3.359 separazioni decretate dai giudici dei tribunali umbri negli anni dal 2005 al 2006. Affidamento: nel 15,4% dei casi a entrambi i genitori, nell’80% alla madre, nel 3,4% al padre. Dati più recenti (fonte, Tribunale dei minorenni di Perugia): tra il ‘ gennaio 2006 e il 15 settembre 2008 sono state trattate dallo stesso Tribunale 481 coppie genitoriali non coniugate.