A tre anni dal terremoto la Regione fa un bilancio

Lorenzetti: sulla ricostruzione non sono pessimista

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“Non mi sento di dare né un giudizio negativo né pessimistico sulla ricostruzione” queste le parole con cui la presidente della Giunta regionale Maria Rita Lorenzetti ha aperto la conferenza stampa che si è svolta lunedì scorso a palazzo Donini a Perugia per fare il punto sulla ricostruzione a tre anni dalle prime scosse di terremoto che hanno colpito la nostra regione.Certo, ha riconosciuto, i problemi ci sono e “non vogliamo minimizzarli, ma mi sento di poter dire che anche con i provvedimenti che la Giunta ha preso a fine luglio, siamo in grado di imprimere alla ricostruzione quella accelerazione da tutti auspicata”. Per questo ha ripetuto più volte “non ci sarà nessuna proroga oltre il 30 ottobre”, per non favorire ” eccessi di furbizia”. Progettisti avvisati, dunque ma il problema non riguarda solo loro e il gran numero di incarichi che gli sono “piovuti” tra le mani, (c’è chi da solo ne ha presi addirittura 95); i problemi riguardano anche le imprese che si sono aggiudicate così tanti lavori da non essere ora in grado di gestirli; ma avvisati sono anche i proprietari di seconde case ristrutturate con i contributi pubblici: “le troppe liberatorie pervenute – ha detto la Presidente – fanno pensare all’intenzione di ottenere un canone d’affitto più redditizio” visto che l’immobile acquisterà un maggior valore rispetto a prima. “Stiamo studiando – ha continuato – una norma per fare in modo che ad occupare le seconde case siano le famiglie che escono dai container”. Intanto sono centinaia le diffide per i ritardi nella presentazione dei progetti: il 31 ottobre si saprà quale direzione prenderà la Regione. Dopo tale scadenza infatti potranno essere attivati i poteri sostitutivi dei comuni nei confronti delle imprese inadempienti, e della Regione se i Comuni non agiranno. La Presidente ha inoltre voluto tranquillizzare i cittadini terremotati perché, anche in mancanza di proroghe “non ci sarà revoca di contributo” soprattutto se i ritardi sono imputabili alla difficoltà di trovare delle imprese o a carenze dei progettisti, oppure a difficoltà economiche di alcuni terremotati: punto centrale di questa ricostruzione – ha infatti continuato la Lorenzetti difendendo il modello Umbria – è quello basato sull’intervento dei privati”, soluzione che per la ricostruzione leggera si è rivelata giusta. Riferendosi ai consorzi obbligatori ha indicato i vari problemi che via via si sono evidenziati, a partire dalla diversa disponibilità economica dei singoli che spesso non sono in grado di contribuire per la parte loro spettante al costo della ricostruzione. Infine la Presidente si è detta inoltre disponibile ad attivare un confronto sull’adeguamento del prezzario in seguito all’aumento delle materie prime.

AUTORE: Manuela Acito