Ad Assisi la mostra “Madaba: la città dei mosaici”

L'esposizione mette in luce le bellezze e l’importanza del patrimonio culturale della città di Madaba, in Giordania tra cui mosaici delle chiese bizantine

E’ stata inaugurata il 18 giugno a palazzo Barnabei ad Assisi, sede di Assisi dell’Università degli studi di Perugia, la mostra “Madaba, la città dei mosaici” . E’ frutto del progetto di turismo sostenibile “Scoprire Madaba”, finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) e implementato dall’Università degli studi di Perugia.

“L’Università degli studi di Perugia – ha sottolineato il Rettore – ha una lunga, autorevole tradizione di studi archeologici, alla quale hanno contribuito grandi maestri, fra i quali desidero ricordare il Prof. Mario Torelli, scomparso lo scorso anno.  La loro scuola ha formato e donato entusiasmo a generazioni di nostri giovani ricercatori e ricercatrici, che oggi collaborano in tutto il mondo a progetti di musealizzazione e valorizzazione archeologica ed ora, insieme ai colleghi giordani, raccolgono la sfida di rinnovare la veste di Madaba.

 

Le prime scoperte da parte dei frati francescani dello Studium Biblicum Franciscanum

Come bene evidenzia la mostra – ha proseguito il prof. Oliviero – , sono stati i frati francescani dello Studium Biblicum Franciscanum, fra i quali il compianto archeologo padre Michele Piccirillo, che ho personalmente avuto l’onore di conoscere, a scoprire per primi le meravigliose pavimentazioni musive della città giordana ed a iniziare il recupero archeologico del Monte Nebo. Qui il memoriale di Mosè, posto su un’altura che domina la Piana di Madaba e la Valle del Giordano, restituisce un’affascinante somiglianza con Assisi e la Basilica di San Francesco, posti a sovrastare la Valle Umbra.

Siamo altresì onorati  – ha proseguito il Prof. Oliviero – di collaborare con il popolo giordano, con il quale condividiamo cordiali sentimenti di affetto, ed intendiamo dare il nostro contributo ad una comune crescita grazie alla valorizzazione e promozione turistica dei beni culturali, capace di favorire la ripresa post-pandemica. Desidero inoltre sottolineare – ha proseguito il Magnifico Rettore Prof. Maurizio Oliviero – come il progetto “Scoprire Madaba”, valorizzi ulteriormente il rapporto già attivo fra l’Università degli Studi di Perugia, l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, aprendo prospettive di nuove collaborazioni, in particolare nell’ambito della promozione del turismo sostenibile e consapevole, già identificato dall’Agenda 2030 dell’ONU come una delle principali risposte alla crisi del settore dovuta all’emergenza pandemica”.

Il Rettore ha quindi concluso il suo intervento ringraziando tutte le Autorità civili, militari e religiose presenti, ed in particolare la Custodia di Terrasanta e la diplomazia italiana per il ruolo svolto in quest’area del Medioriente al fine di costruire percorsi di dialogo politico, culturale e interreligioso, nonché di crescita dei giovani, cui è affidato il compito di costruire un futuro di giustizia e pace.

Il progetto

Il progetto si svolge sotto la direzione scientifica di Andrea Polcaro dell’Università degli Studi di Perugia e il coordinamento di Michele Morana, titolare della sede Aics di Amman e del dipartimento delle Antichità di Giordania. “L’importanza di questo progetto risiede nell’innovazione, la replicabilità e la sostenibilità dell’intervento volto a tutelare beni appartenenti al patrimonio culturale e storico della Giordania e nella valorizzazione del ruolo che tale patrimonio riveste nello sviluppo del Paese – ha evidenziato Michele Morana, titolare della sede Aics di Amman -. Ci auguriamo che il sostegno italiano, con la collaborazione dell’Università degli studi di Perugia, possa favorire il processo di conservazione delle tradizioni e dei beni culturali del Paese, facilitando gli sforzi della Giordania volti alla stabilizzazione economica anche attraverso interventi a tutela del patrimonio culturale, e assicurando allo stesso tempo piena ownership delle azioni a sostegno della strategia di sviluppo nazionale”.

Il percorso espositivo

L’esposizione, che potrà essere visitata sino al 30 agosto 2021 e che ha ricevuto il patrocinio della Custodia di Terra Santa, intende divulgare al pubblico italiano le bellezze e l’importanza del patrimonio culturale della città di Madaba, in Giordania, con particolare riguardo per i numerosi mosaici delle chiese bizantine, delle quali vengono ricostruiti gli ambienti tramite l’uso di nuove tecnologie, come la stampa 3D. Lo spazio liturgico degli edifici sacri alto medievali di Giordania, così come quello delle ricche dimore patrizie del VII sec d.C. riprende così vita, attraverso un percorso espositivo che tocca alcuni dei punti di interesse archeologici più importanti della città.

“Madaba, la città dei mosaici” ripercorre attraverso sette sale la storia e la bellezza dei beni culturali della città giordana.

Al piano terra, nella prima sala, l’esposizione approfondisce in primo luogo il progetto finanziato dall’Aics e implementato dall’Università degli studi di Perugia, per poi proseguire con pannelli che raccontano le fasi storiche più antiche della città.

Apre l’esposizione vera e proprio la Sala romana, dove, attraverso la tecnologia della stampa 3D, sono state riprodotti fedelmente i busti di quattro personaggi reali importanti per la storia della Giordania e delle province d’Oriente: Traiano, Adriano, Settimio Severo e sua moglie, Julia Domna.

Il piano inferiore è dedicato alla riproduzione del Palazzo Bruciato, una ricca dimora patrizia con particolare pavimentazioni musive di contesto domestico, fra le quali il motivo, antichissimo nel contesto culturale del Vicino Oriente antico, del Toro e del Leone. L’ala occidentale del palazzo è riprodotta attraverso semplici e lineari elementi architettonici che, insieme alla riproduzione fedele scala 1:1 del mosaico a terra, danno la sensazione dello spazio per concepire un percorso immersivo ed esperienziale che inizia con il suono del crepitio del fuoco, che dette alle fiamme nel VII sec d.C. l’intera struttura.

Nelle seguenti due Sale di Lot e Procopio e della Cappella della Teotokos sul Monte Nebo questo obiettivo immersivo viene ulteriormente rafforzato con le luci soffuse tipiche delle chiese medievali, musica e incenso, che puntano a trasmettere al visitatore l’emozione dello spazio sacro. Queste tecniche vengono accompagnate dalla ricostruzione, sempre con la tecnologia della stampa 3D e un’accurata post-produzione artigianale, da repliche di singoli elementi architettonici tipici delle strutture religiose di epoca bizantina, come un capitello e un pluteo, elemento di separazione dello spazio liturgico, in scala 1:1.

Chiudono la mostra due sale, dedicate all’impegno della Custodia della Terra Santa e dello Studium Biblicum Franciscanum nella scoperta e protezione dei beni culturali di Madaba e dell’adiacente Monte Nebo, dove i loro archeologici e restauratori hanno riportato alla luce il Memoriale di Mosè, con la Basilica bizantina dei quali nella mostra vengono presentati alcuni degli splendidi mosaici.

 

Le finalità del progetto

Il progetto “Scoprire Madaba” sarà anche volto alla formazione del locale personale del dipartimento delle Antichità di Giordania riguardo tematiche fondamentali per lo sviluppo economico della regione, quali la valorizzazione, la protezione e la gestione del patrimonio culturale della città di Madaba.

Prevede inoltre attività in loco volte alla riabilitazione di alcune aree archeologiche urbane, attualmente poco fruibili dai visitatori ma ricche di resti archeologici e splendidi mosaici di epoca bizantina, hanno spiegato il Prof. Andrea Polcaro e la Prof.ssa Donatella Scortecci. In questo ambito, gli specialisti del dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, insieme ai colleghi giordani, coordineranno i lavori di scavo archeologico, restauro e valorizzazione di importanti aree archeologiche della città quali il Palazzo Bruciato, la chiesa del profeta Elia, la chiesa degli Apostoli e la Cattedrale di Madaba. ‘Scoprire Madaba’ sarà caratterizzato anche da due anni di lavori sul campo tra il 2021 e il 2022 e da alcuni specifici eventi di divulgazione.

Gli intervenuti

Alla cerimonia inaugurale sono inoltre intervenuti, Luca Maestripieri, direttore dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), S.E. Fabio Cassese, ambasciatore d’Italia in Giordania, S.E. Fayiz Fahran Saleh Khouri, ambasciatore della Giordania in Italia, Ahmed Ash-Shami, direttore generale del dipartimento delle Antichità di Giordania – in collegamento streaming – e, per l’Ateneo di Perugia, dipartimento di Lettere – Lingue, letterature e Civiltà antiche e moderne, Andrea Polcaro, direttore scientifico del progetto e Donatella Scortecci, co-curatrice della mostra.

Presenti, inoltre, Donatella Tesi, presidente della Regione Umbria, Michele Toniaccini, presidente Anci Umbria, Stefania Proietti, sindaco di Assisi, Giorgio Mencaroni, Presidente Camera di Commercio dell’Umbria, padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa, padre Marco Moroni, custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi, padre Ibrahim Faltas, discreto della Custodia di Terra Santa, padre Francesco Piloni, ministro provinciale dei Frati minori della Provincia di San Francesco d’Assisi di Umbria e Sardegna, il Ten. Col. Guido Barbieri, comandante del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei Carabinieri di Perugia e Stefano Brufani, direttore del Dipartimento di Lettere – Lingue, letterature e Civiltà antiche e moderne.

La cerimonia si è conclusa con il taglio del nastro da parte del sindaco di Assisi Stefania Proietti e la visita alle sale espositive guidata dai responsabili scientifici.