Aldo Capitini ha tentato di parlare di non-violenza ai violenti

Presentato il libro Aldo Capitini poeta, una raccolta di poesie curata da Patrizia Sargentini

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Un’intensa vita impegnata per gli altri: questo il ritratto di Aldo Capitini che è scaturito il 3 ottobre scorso nella sala Monterosso a Villa Redenta durante la presentazione del libro Aldo Capitini poeta.Moderato da Daniele Benedetti, assessore alle politiche sociali e sanitarie del Comune di Spoleto, l’incontro si pone tra le manifestazione in preparazione della Marcia della Pace Perugia – Assisi. Dando il benvenuto ai presenti a nome dell’amministrazione comunale, il vicesindaco Castellana ha puntato l’attenzione sulla pace, ideale per il quale il Capitini si è sempre battuto. Ha ricordato infatti con piacere che Spoleto ha aderito ampiamente alla campagna “Pace da tutti i balconi” ed ha sostenuto che è un peccato che i balconi allietati dalle bandiere ora non lo sono più. Vanni Castellana ha rammentato la prima marcia Perugia – Assisi del 1961 e si è rammaricato del fatto che essa venga strumentalizzata politicamente, affermando che i politici che strumentalizzano la pace hanno poco di umano, augurandosi che “il valore della pace rimanga sempre forte”. Tra i molteplici interventi, anche quello di Stefania Nichinonni, dirigente del Comune di Spoleto, che ha voluto puntualizzare alcuni aspetti presenti nella raccolta di poesie curata da Patrizia Sargentini. “Nel libro – ha affermato la Nichinonni – ho ritrovato costantemente la ‘presenza’, l’importanza di essere presenti, in unione con gli altri”; dunque l’insegnamento di Capitini ci invita ad uscire dall’individualismo, a sentirci responsabili. Straordinaria la citazione che ha chiuso il suo intervento: “Per tracciare diritto il tuo solco nella terra, attacca il tuo aratro alle stelle”. E’ intervenuto anche Luigino Ciotti, della Tavola della Pace, che ha ricordato le attività di Capitini, come poeta e come uomo impegnato. Se il suo nome è infatti associato a colui che ha voluto e organizzato la prima marcia della pace, il libro presentato in questa sede ce l’ha fatto conoscere anche come un grande poeta. “Capitini voleva parlare di non violenza ai violenti”, ha spiegato Ciotti, ed è questo ciò che l’ha portato a darsi da fare per la pace. Quest’anno la città di Assisi non ha aderito alla Marcia della pace, come è stato scritto anche sul numero passato de La Voce, e Ciotti ha ricordato che anche nel 1961 il Sindaco di Assisi non aderì, ma accolse i manifestanti comunque nella sua città. E i religiosi quell’anno la definirono ‘la marcia dei comunisti’. “Chi pensa che sia una manifestazione politica non capisce l’intento di Capitini nel creare la marcia. Molti gruppi cattolici hanno aderito alla manifestazione ed anche gruppi di centro destra” . Ma la polemica sulla Perugia – Assisi continua comunque, animata da chi da una parte sostiene che per essere veramente apolitica dovrebbe cambiare l’organizzazione e da chi dall’altra dice che lo è già.

AUTORE: Sara Fratepietro