Anche mons. Msousa tra gli arcivescovi che hanno ricevuto il Pallio

Msousa è stato vescovo di Zomba, la diocesi gemellata con quella di Perugia

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papa-pallio-bnSolennità dei santi Pietro e Paolo, un momento sempre molto particolare nel calendario di un Papa. Per quanto riguarda la consegna – che avviene in questa data – dei Pallii ai nuovi arcivescovi metropoliti, vedi il box qui sotto a sinistra, con una gradita notizia.

Come di consueto, anche quest’anno in Vaticano era presente alla messa una delegazione del Patriarcato ortodosso ecumenico di Costantinopoli. La delegazione era guidata dal metropolita di Pergamo, Ioannis (Zizioulas), co-presidente della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, accompagnato dall’arcivescovo di Telmissos, Job, e dall’arcidiacono patriarcale John Chryssavgis.

“Preghiamo il Signore – ha detto Papa Francesco all’omelia – perché anche questa visita possa rafforzare i nostri fraterni legami nel cammino verso la piena comunione tra le due Chiese sorelle, da noi tanto desiderata”.

E più avanti, commentando la prigionia di san Pietro (Atti, cap. 12): “Ecco il problema, per noi, della paura e dei rifugi pastorali. Noi, mi domando, cari fratelli vescovi, abbiamo paura? Di che cosa abbiamo paura? E se ne abbiamo, quali rifugi cerchiamo, nella nostra vita pastorale, per essere al sicuro? Cerchiamo forse l’appoggio di quelli che hanno potere in questo mondo? O ci lasciamo ingannare dall’orgoglio che cerca gratificazioni e riconoscimenti, e lì ci sembra di stare sicuri? Cari fratelli vescovi, dove poniamo la nostra sicurezza?

La testimonianza dell’apostolo Pietro ci ricorda che il nostro vero rifugio è la fiducia in Dio: essa allontana ogni paura e ci rende liberi da ogni schiavitù e da ogni tentazione mondana. Oggi il Vescovo di Roma e gli altri Vescovi, specialmente i metropoliti che hanno ricevuto il Pallio, ci sentiamo interpellati dall’esempio di san Pietro a verificare la nostra fiducia nel Signore”.

All’Angelus, ha quindi spiegato alla folla presente in piazza San Pietro il significato della festa: “Cari fratelli e sorelle, fin dai tempi antichi la Chiesa di Roma celebra gli apostoli Pietro e Paolo in un’unica festa nello stesso giorno, il 29 giugno. La fede in Gesù Cristo li ha resi fratelli, e il martirio li ha fatti diventare una sola cosa. San Pietro e san Paolo, così diversi tra loro sul piano umano, sono stati scelti personalmente dal Signore Gesù e hanno risposto alla chiamata offrendo tutta la loro vita.

In entrambi la grazia di Cristo ha compiuto grandi cose, li ha trasformati. Eccòme, li ha trasformati! Simone aveva rinnegato Gesù nel momento drammatico della Passione; Saulo aveva perseguitato duramente i cristiani. Ma entrambi hanno accolto l’amore di Dio e si sono lasciati trasformare dalla Sua misericordia, così sono diventati amici e apostoli di Cristo. Perciò essi continuano a parlare alla Chiesa e ancora oggi ci indicano la strada della salvezza.

Anche noi, se per caso cadessimo nei peccati più gravi e nella notte più oscura, Dio è sempre capace di trasformarci, come ha trasformato a Pietro e a Paolo. Trasformarci il cuore e perdonarci tutto, trasformando così il nostro buio del peccato in un’alba di luce. Dio è così: ci trasforma, ci perdona sempre, come ha fatto con Pietro e come ha fatto con Paolo.

Il libro degli Atti degli apostoli mostra molti tratti della loro testimonianza. Pietro, ad esempio, ci insegna a guardare i poveri con sguardo di fede e a donare loro ciò che abbiamo di più prezioso: la potenza del nome di Gesù (At 3, 4-6). Di Paolo, viene raccontato per tre volte l’episodio della chiamata sulla via di Damasco, che segna la svolta della sua vita, marcando nettamente un prima e un dopo… Anche per noi l’incontro con la parola di Cristo è in grado di trasformare completamente la nostra vita. Non è possibile ascoltare questa Parola e restare fermi al proprio posto, restare bloccati sulle proprie abitudini!”.

Il Pallio a mons. Msusa

Lunedì scorso mons. Thomas Luke Msusa era a Perugia per salutare il card. Bassetti e gli “Amici del Malawi”. L’occasione è stato il suo viaggio in Italia per ricevere il “Pallio” dalle mani del Papa, domenica 29 giugno.

Mons. Msusa, infatti, dal 21 novembre scorso non è più vescovo della diocesi di Zomba in Malawi, la diocesi “gemella” di Perugia – Città della Pieve, ma è stato nominato arcivescovo di Blantyre. Mons. Msusa è stato più volte in Italia, in particolare a Perugia dove era venuto anche nel 2011 per sottoscrivere un’intesa con la Regione.

Quella dell’“imposizione del Pallio” (una mantellina) è una tradizione che si ripete in occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo. Nella basilica vaticana, il Papa ha imposto a 24 nuovi arcivescovi metropoliti i Pallii che erano conservati presso l’altare della “Confessione di Pietro”.

AUTORE: D. R.