Ancora in Kosovo

CEU. Mons. Bassetti delegato in visita al campo Caritas

Tempo di lettura: 160 secondi

mons-bassetti-kosovoA distanza di un anno i vescovi umbri tornano a visitare il campo Caritas in Kosovo e lo fanno in occasione del battesimo dell’ultima nata di Cristina e Massimo Mazzali, la coppia responsabile del campo in cui vivono una cinquantina di persone tra minori e volontari. Trentina lei, toscano lui, sono in Kosovo dal 1999, sposati dal 2004 hanno 4 figli.

A rappresentare le diocesi umbre a Radulac, al Campo-Missione della Delegazione regionale Caritas Umbria, è andata una piccola delegazione guidata dall’arcivescovo di Perugia mons. Gualtiero Bassetti, accompagnato da Silvana ed Errico Mori, don Alessandro Segantin e altre due persone. “Vado a nome dei vescovi umbri” ha detto mons. Bassetti, ricordando il viaggio fatto nel maggio 2012 insieme all’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, delegato Ceu per la Carità, accompagnati da una folta delegazione. Visitarono la casa che si trova a Radulac, un villaggio del comune di Klina, in cui sono ospitati bambini – maschi e femmine – fino ai dieci anni e l’altra casa che si trova ad una trentina di minuti di automobile da Radulac, a Glavicizza, ed ospita ragazzi (solo maschi) in età di scuola media e superiore.

Nel paese in cui i cristiani sono una minoranza (il 3% cattolici eil 7% ortodossi), nelle case la maggior parte dei bambini o ragazzi accolti, orfani di guerra o provenienti da famiglie disagiate, sono per metà cristiani e metà musulmani e “tutti sono accolti nel rispetto della loro religione” sottolinea mons. Bassetti.

Mons. Bassetti, per quanti anni sono accolti i ragazzi?

“I bambini e ragazzi accolti nei primi anni dopo il conflitto in Kossovo oggi sono adolescenti e giovani, ma non vengono abbandonati al loro destino prima che i responsabili della casa abbiano assicurato loro l’istruzione e un lavoro”.

A che punto è la costruzione della nuova sede del Campo Caritas Umbria?

“L’attuale sede è di proprietà di un kosovaro che vive in Svizzera e che l’ha messa gratuitamente a disposizione, per questo a Lesckoc, a cinque chilometri da Klina, su un terreno di proprietà della Ceu, stiamo costruendo una nuova struttura più capiente e più adatta alle necessità dei ragazzi e dei giovani. È una struttura ad L di cui è stato possibile portare a compimento il primo braccio già sufficiente per l’abitazione. Intorno alla casa costruita su una collina ci sono ventuno ettari di terra (uno di proprietà della Ceu e venti in comodato d’uso gratuito per 99 anni), coltivati dalla cooperativa dei dai ragazzi maggiorenni ospiti della Casa”.

Il progetto sarà completato?

“Con l’aiuto della Provvidenza contiamo di poter completare l’opera affinché i giovani e gli adolescenti possano avere spazi più adatti alle loro esigenze. Siamo davvero grati al Contingente militare italiano per i lavori di infrastrutture (strade e piccoli ponti) che ha fatto e sta facendo, come pure siamo grati a tutti coloro che hanno contribuito a far sì che Caritas Umbria potesse realizzare questo progetto”.

Quindi l’esperienza continua …

“L’esperienza continua anche perchè ci sono ancora ragazze madri con i loro figli e bambini orfani che hanno bisogno di assistenza. Quando l’opera sarà completata i Vescovi umbri saranno ben lieti di poterla mettere nelle mani del Vescovo, l’Amministratore apostolico di Pristina, come dono delle nostre Chiese umbre”.

AUTORE: Maria Rita Valli