Anspi. Educatori preparati anche per la rianimazione con il corso BLSD

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Si è svolto nella mattinata di sabato 13 ottobre a Perugia il corso BLSD organizzato dal Comitato Regionale ANSPI Umbria nell’ambito delle azioni del Progetto Terzo Sapere (finanziato dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali – Avviso n.1/2017). Il corso, rivolto ad allenatori ed educatori sportivi, ha visto la presenza di cinquantacinque persone, quasi tutte giovani, appartenenti a quelle categorie sociologiche denominate “Generazione Y” e “Generazione Z”.

“È stata una grande gioia” ha sottolineato il Presidente Regionale don Francesco Verzini “vedere una risposta così significativa da parte delle giovani generazioni, che dimostrano, con la loro partecipazione, di avere a cuore i ragazzi loro affidati nell’ambito oratoriale e di capire il valore della sicurezza nei contesti informali nei quali vivono.

Tutto ciò mostra la volontà dei giovani, ancora in questo tempo storico, di essere protagonisti e non spettatori, di essere educatori e responsabili nei confronti dei piccoli che incontrano nelle molteplici attività in cui svolgono servizio, di essere, in poche parole e parafrasando San Paolo VI, non tanto maestri quanto testimoni. Questa la grande sfida che si pone l’ANSPI, questa la mission da promuovere sempre e comunque”.

Il corso, suddiviso in una parte teorica e in un esame pratico, ha evidenziato, l’urgenza di formazione al corretto uso del defibrillatore, fondamentale per avere la meglio sull’arresto cardiaco, un nemico silenzioso che miete numeri molto elevati di vittime all’anno.

Gli argomenti trattati le le simulazioni affrontate hanno permesso ai partecipanti di apprendere delle basi su come riconoscere i sintomi di un arresto cardiaco e come affrontare prontamente situazioni di emergenza attraverso manovre di rianimazione e attraverso l’utilizzo del defibrillatore.

Un corso che è divenuto quindi un’interessante esperienza di formazione che, oltre a trasmettere competenze e abilità tecniche, ha offerto spunti per una sensibilizzazione e una partecipazione attiva verso un fenomeno così diffuso e quindi così importante da conoscere e da affrontare nel migliore dei modi, nell’ottica di un’educazione alla cittadinanza e di una utilità sociale al cui vertice si trova sempre la promozione dell’uomo e del bene comune.

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