Artigianato fatto con devozione

S'inaugura il restauro della 'capelluccia' dell'Annunziata

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Non solo un recupero architettonico di pregio, ma un’occasione per valorizzare, con testimonianze significative, l’abilità di quei concittadini che hanno saputo guadagnarsi stima e considerazione nel settore dell’arte e dell’artigianato artistico. È questa la sintesi dei lavori di restauro presso la prima delle tre ‘capelucce’ che si incontrano salendo i tornanti che conducono alla basilica dedicata al Patrono. La cerimonia inaugurale è prevista per il prossimo 3 maggio. Dedicata alla Madonna dell’Annunziata, costruita per la generosità del vescovo Alessandro Sperelli (1644-1678), un cui lascito ha consentito la fondazione della Biblioteca dedicata al suo nome, è stata affidata in gestione alla famiglia dei Santubaldari (le altre due, dedicate alla Madonna delle Grazie e a san Michele Arcangelo, ai ‘Sangiorgiari’ e ‘Santantoniari’) che ne ha promosso il complesso progetto di restauro e consolidamento grazie alla collaborazione del Comune, ad un significativo finanziamento della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia ed ai proventi di una sottoscrizione abbastanza generosa, come succede sempre quando ci sono di mezzi i ‘Ceri’ ed il culto verso sant’Ubaldo. ‘Il progetto arrivato ormai al traguardo, tanto da essere ormai alla vigilia della inaugurazione ‘ spiega il presidente della famiglia dei Santubaldari, Ubaldo Minelli ‘ è stato delicato, complesso ed accurato anche nei particolari. Oltre al consolidamento delle strutture murarie ed al tetto, è stato rifatto il pavimento riportandolo alla giacitura iniziale, realizzando ex novo tutta l’impiantistica. Lo stesso dicasi per porte e finestre. Cura particolare anche nel valorizzare le testimonianze artistiche presenti, compreso un affresco della volta (fine del ‘700 e primi ‘800); recuperato l’altare ligneo, gli arredi della sacrestia e le varie strutture in ferro battuto’. Vi hanno operato diverse botteghe artigiane: la ‘F.lli Minelli restauratori in Gubbio’ ha recuperato in maniera sopraffina l’altare restaurandolo con grande abilità, tanto da farne un piccolo capolavoro; tutte le parti in ferro battuto sono state eseguito presso la bottega dei ‘maestri’ Scavizzi-Dolce-Barbi della ‘Artigianato ferro artistico’; ancora un restauratore dei mobili, ‘Il fratino’ di Giuseppe Belardi, ha garantito la sua qualificata collaborazione.

AUTORE: Giampiero Bedini