Assemblea ecclesiale umbra. I commenti dei delegati, seconda parte

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Parte costitutiva della “sinodalità” dell’Assemblea sono stati i tavoli di lavoro. La parola ad alcune delle persone che vi hanno partecipato

Dialogo nella Chiesa, basilare per i giovani

Andrea Rossi, Orvieto – il più giovane coordinatore di un tavolo

Quella del tavolo di lavoro il mio era sul tema “I giovani e la fede” – è stata sicuramente un’esperienza preziosa sia a livello personale che di comunità. Soprattutto è stata la conferma, a maggior ragione quando il tema è quello dei giovani, che il dialogo tra le diverse realtà presenti all’interno della Chiesa è fondamentale se si vuole mettere in pratica la sinodalità chiesta da Papa Francesco, ancora prima del dialogo tra le Chiese locali.

Perché è inutile dare la possibilità di scelta a un ragazzo che vuole iniziare un percorso di fede, se poi ognuno ‘intende’ la fede in modo diverso, se ognuno va avanti per la propria strada senza allungare lo sguardo oltre la propria realtà. Per questo, mi auguro che questa Assemblea e, in particolare, il momento dei tavoli di lavoro sia stato uno spunto per tutti i delegati e non solo un’occasione.

Al tavolo c’erano persone di ogni tipo

Michela Massaro, Todi

Nell’ambito dell’Assemblea ecclesiale regionale mi è stato affidato il compito di coordinare uno dei 28 tavoli di lavoro, precisamente quello relativo alla tematica “Vivere la Chiesa. Per una fede celebrata e condivisa; tessuto delle comunità, senso di appartenenza, qualità delle celebrazioni”.

Attenendomi alle indicazione forniteci per svolgere nel modo più fruttuoso possibile tale servizio, mi sono ritrovata – direi con la giusta preoccupazione, ma anche con molta gioia – seduta intorno a un bel tavolo insieme ad altre 14 persone.

Tra queste, mons. Carlo Franzoni, rettore del Seminario regionale, due seminaristi, una religiosa, un religioso e laici, uomini e donne delle varie diocesi umbre, diversi per età, esperienze familiari, lavorative e impegni ecclesiali. Quello che è sembrato di percepire subito è stato il clima di comunione e di disponibilità all’ascolto, unito alla consapevolezza di ognuno di vivere un’opportunità importante per offrire, anche se piccolo, un contribuito per il bene della Chiesa, delle persone e del mondo.

Come richiestoci, abbiamo cercato di individuare percorsi e processi utili a rafforzare la sinodalità nella diocesi e tra le diocesi, per attuare una vera sinergia tra le parrocchie e le nuove forme di presenza pastorale nel territorio (Unità pastorali, Vicarie…) e per offrire celebrazioni domenicali che facciano vivere una vera esperienza di Chiesa, “luogo della misericordia gratuita, dove tutti possono sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo” (Evangelii gaudium, 114).

Di certo, non sono mancate idee e creatività; su quanto concretamente emerso sarà comunque elaborata a breve una sintesi, che i Vescovi terranno presente per una esortazione post-assembleare.

Si è subito usciti dalle formalità

Fabio Massimo Mattoni, Foligno

I tavoli di lavoro, che hanno impegnato i delegati nella mattina di sabato 19 ottobre in sette parrocchie della diocesi di Foligno, hanno costituito il momento centrale dell’Assemblea ecclesiale della regione Umbria.

Il lavoro in 28 piccoli gruppi ha consentito una trattazione articolata e franca, che è subito uscita dalla formalità per individuare processi e percorsi concreti che rispondano alle reali esigenze, e parlino alla vita vera delle donne e degli uomini del nostro tempo e della nostra regione.

I tavoli di lavoro sono stati centrali anche per un’altra ragione fondamentale: aver costituito un’esperienza di corresponsabilità e di discernimento comunitario, secondo modalità che sarebbe opportuno introdurre nella vita ecclesiale: leggere la realtà con sguardo obiettivo e non giudicante, confrontarsi con la Parola di Dio, agire nella società con profonda ed evangelica simpatia nei confronti di tutti gli uomini per costruirvi con coraggio il bene possibile.

La proposta che emerge dai tavoli di lavoro non è tanto quella di istituire percorsi definiti e preconfezionati per un nuovo annuncio del Vangelo nella società umbra, quanto la necessità che a tutti i livelli si aprano spazi di discernimento comunitario, che si difendano tutte le iniziative in cui realtà e Vangelo, vita e fede si parlano generando poi frutti.

La speranza è che il confronto interattivo nei gruppi, vero momento di sinodalità, possa lasciare un segno nella nostra comunità cristiana, facendole riscoprire spazi in cui formare discepoli-missionari in grado di camminare, guidati dello Spirito, su percorsi coraggiosi insieme tra loro, e con le donne e gli uomini del nostro tempo.

Un’esperienza che andrebbe ripetuta

Daniela Tripodi, Figlie di San Paolo Perugia – delegata per l’Usmi

L’Assemblea ecclesiale di Foligno è stata per me una vera esperienza di sinodalità. Sono stati giorni di scambio di contenuti, di riflessione, di ascolto, di conoscenza tra credenti provenienti da diocesi diverse, ma con in comune l’appartenenza all’unica Chiesa del Signore risorto.

Nei tavoli di lavoro in cui si sono affrontati i temi fondamentali dell’Assemblea, ogni partecipante ha avuto modo di esprimere la propria appartenenza alla Chiesa attraverso uno scambio ordinato e creativo.

Il desiderio crescente è che questa esperienza di sinodalità abbia un seguito nelle varie diocesi, e che si ripeta con appuntamenti programmati a livello regionale. È stato espresso l’impegno di ciascuno di lavorare per creare sinergie nuove, rientrando nelle proprie comunità parrocchiali.

Risulta urgente questo cambio di mentalità: una “piramide rovesciata” per costruire relazioni nuove, tessuti di vita parrocchiali carichi di sinergia attorno alla Parola per vivere e offrire germi di vita nuova attraverso la vita liturgica, la catechesi. La Parola e l’eucaristia. Il tesoro della Chiesa da trasmettere alle nuove generazioni.

Senza timore, cercare di creare luoghi di incontro dove l’altro può trovare ristoro senza essere giudicato. Luoghi dove l’uomo di oggi, ferito, disorientato, sballato, fluido, possa incontrare la bellezza della Sua misericordia, nutrire l’intelligenza della fede con la solidità della Parola, il “pane dei forti”, la gioia della comunione.

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