Bassetti: i giovani e il Papa: da Rio a Assisi

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DSCF3238Alla ricerca del volto, di un volto preciso, non anonimo: il volto dell’uomo. Una delle vere novità di Papa Francesco, in questi primi cinque mesi di Pontificato, è arrivata il mercoledì all’udienza generale. Ogni metro del passaggio della papa mobile è un metro vissuto da ambo le parti: la gente che cerca lo sguardo paterno del Vescovo di Roma e lo sguardo di Papa Francesco che vuole accarezzare con gli occhi ogni suo figlio che gli tende la mano. È un legame forte, intenso, oserei dire evangelico, quello tra il Papa e la gente. È lo sguardo di Cristo che vede le folle venire a lui, è il suo sguardo che s’inchina sulle povertà delle persone, specie quelle più ferite.

Protagonisti indiscussi e privilegiati della sintonia di questo sguardo sono i giovani. Per Papa Francesco la sua prima Gmg è già iniziata in questi mesi, ogni volta che si è rivolto a loro in modo particolare, quando ha risvegliato le loro coscienze in occasione di visite pastorali, in appuntamenti e incontri per l’Anno della fede. Per Papa Francesco la 28ª Gmg, che si sta aprendo a Rio, è già inaugurata in quel suo feriale magistero con l’impronta tutta giovanile, perché segnato dalla speranza, dalla gioia, dalla misericordia. In questo sentiero fecondo e denso del profumo di Cristo, mi pongo al fianco dei 280 giovani umbri che sono presenti a Rio, accompagnandoli anche in nome di tutti i Vescovi della regione.

La Chiesa Italiana ha donato alla Chiesa Brasiliana il Crocefisso di San Damiano e l’immagine della Vergine di Loreto. Non sono solo due simboli rappresentativi della fede cristiana del nostro Paese, ma sono la sintesi di quanto Papa Francesco sta sottolineando in diverse occasioni, parlando a giovani e adulti: “Andate nelle periferie per incontrare il volto delle persone più sole e abbandonate che attendono voi”.

Per noi, come regione Umbria, donare il Crocefisso di San Damiano ci fa pregustare, in anticipo, l’incontro del papa, il prossimo 4 ottobre ad Assisi. Francesco, figlio di madre povertà, non è solo il nome del successore di Pietro, ma è la riconsegna autentica, sine glossa, del Vangelo di Gesù. Ponendomi al fianco dei nostri giovani pellegrini umbri e di tutti i giovani italiani (circa 8000) mi chiedo quale pagina di Vangelo il Signore ci detterà nelle giornate di Rio, così come ha fatto san Francesco con frate Leone: “Prendi e scrivi”. Papa Francesco visiterà alcuni giovani detenuti, si soffermerà davanti al letto degli ammalati in un ospedale, sarà accolto da giovani e adulti di una comunità parrocchiale.

Ecco l’inchiostro prezioso che la Gmg ci sta già donando: il sangue di chi si sente sconfitto, di chi vive il peso del corpo fragile, di chi sperimenta ogni giorno la condivisione della carne di Cristo che vive nelle favelas. Credo che ai giovani italiani presenti a Rio, specialmente per noi umbri, il Signore ci sta spogliando di ogni sovrastruttura e ideologia che abbiamo costruito sopra il Vangelo per far emergere, come un dono, quelle stimmate sulle mani, sui piedi e sul costato non solo del nostro Padre Francesco, ma di ogni persona dove Cristo ha scelto di abitare.

Andare a Rio e ritornare in Italia non dovrà limitarsi solo in un viaggio denso e ricco di emozioni, sentimenti, ma deve rappresentare per la nostra Regione e Chiesa Italiana uno stile nuovo di nutrirci di Vangelo, Chiesa e giovani, giovani e Chiesa insieme, così come Papa Bergoglio nella sera dell’elezione ha detto: “Vescovo e popolo, popolo e Vescovo insieme”. Il Papa a Rio, certamente, parlerà al cuore dei giovani presenti e di tutti i giovani del mondo; ma non chiediamoci che cosa dirà loro il Papa. Domandiamoci, invece, che cosa lo Spirito Santo sta suggerendo alle nostre coscienze, alle nostre progettazioni parrocchiali, associative, diocesane qui ed ora.

La Gmg non è solo a Rio e solo dei giovani. Deve essere un tesoro per tutti, per i sacerdoti, anziani e giovani, per la vita contemplativa, per i laici impegnati, per le istituzioni pubbliche. La Gmg si tiene a Rio, come spazio geografico, ma già da tempo la sua portata missionaria e la prospettiva profetica, marcatamente segnata da Papa Francesco, sta bussando alla nostra porta. Nel titolo della Gmg di Rio vi è la chiave per aprire dal di dentro: “Andate e fate discepoli tutti i popoli (Mt 28,19)”.

 

AUTORE: †Gualtiero Bassetti Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve