Domenica fuori porta a Belfiore. Il servizio dei ministri dell’eucaristia

Tempo di lettura: 164 secondi

di don Luigi Bonollo

Quando nel 1993 partì il primo gruppo di quattro ministri dell’eucarestia fin da subito si disse che questo servizio ecclesiale, allora raro e non visibile, non si cominciava per sopperire la mancanza dei sacerdoti nella visita ai malati.

Le novità del gruppo dei ministri dell’eucaristia

Quello era un altro servizio che rimaneva ed era strettamente legato ai sacramenti della guarigione (confessione e unzione degli infermi) e alla buona pratica delle visite pastorali agli anziani e alle loro famiglie da parte del sacerdote. Si predilesse quindi l’attenzione che la comunità doveva avere verso i suoi ammalati nel giorno del Signore, la Domenica, e solo la domenica, per sottolineare con decisone l’importanza della celebrazione pasquale settimanale.

Visita alle famiglie riunite

Dopo una ventina di incontri formativi quei quattro ministri alla fine della messa si avviavano verso le famiglie (massimo due o tre) dove già si era ascoltata la Parola nelle trasmissioni radiofoniche o televisive e dove già era pronta una tovaglia, una candela, e un luogo dignitoso per deporre l’eucarestia.

L’educazione della famiglia a liberare un posto degno del Signore e non ‘buttarlo là’ tra frutta, bottiglie di vino e pezzi di pane fece parte di un coinvolgimento dei familiari (ancora non si parlava di badanti) loro stessi aiutati a vivere la domenica senza dover lasciare i propri cari. Ricordo ancora il giorno cui accompagnai la più giovane di questi ministri che uscendo dalla abitazione di un anziano fece un centinaio di metri in un commosso silenzio pieno di lacrime di gioia e riconoscenza a Dio.

Formazione dei ministri dell’eucaristia

Questo primo gruppo della parrocchia di Pieve Fanonica fu via via seguito da altri a Vescia, a San Giovanni e a Belfiore dove attualmente ci sono cinque ministri dell’eucarestia; c’è un percorso di formazione diocesano, un attestato rilasciato dal Vescovo … insomma un po’ di “istituzionale” che a volte appesantisce lo svolgimento del servizio.

La pratica devozionale del Primo venerdì del mese

È ancora oggi difficile abbandonare la pratica devozionale del Primo venerdì del mese; encomiabile finché tutto era clericalmente riservato al sacerdote, quando i fedeli non conoscevano la Scrittura, quando parlare di Spirito Santo era ritenuto pericoloso e ‘protestante’, quando la Resurrezione non era tra i misteri principali della fede ( vedi catechismo di Pio X al n 31 ).

Ma ora è tempo di lasciar perdere la devozione dovuta alle rivelazioni private a Santa Margherita Maria Alacoque (1647 – 1690), i nove mesi col primo venerdì da ricominciare in modo tassativo anche per incolpevole omissione…L’ora santa il giovedì sera…Tutte cose utili in tempi in cui era impossibile leggere la Scrittura, in pieno spirito di controriforma.

È il Vaticano II° che riconsegnandoci la Parola, la celebrazione della Pasqua, la fantasia dei doni dello Spirito sostiene queste persone che di domenica, tutte le domeniche, tutto l’anno, si fanno carico di mantenere nella comunione anziani e malati. Oramai la ricchezza dei ministeri, la responsabilità condivisa con tutti i credenti, la fiducia nel coltivare i doni che lo Spirito dona alla comunità è visibile anche al di là di quello che il sacerdote può immaginare.

I ministri dell’eucarestia sono le avanguardie di questa chiesa in uscita, non più ‘eletto drappello alle sacre battaglie chiamato’ ma servi della vigna che il Signore ha piantato e coltivato.

LASCIA UN COMMENTO