Benedetto XVI solidale con i lavoratori

Ottomila pellegrini della diocesi di Terni - Narni - Amelia in udienza speciale dal Papa

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Per un lavoro sicuro, degno e stabile, che rispetti la dignità dell’uomo e non sia visto solo come strumento di guadagno, come mezzo di profitto fino ad annullare, in alcuni cosi, la dignità della persona; il lavoro quale valore inestimabile per lo sviluppo e la stabilità sociale. Terni, la città operaia che 30 anni fa Giovanni Paolo II visitò nello storico incontro con gli operai all’Acciaieria – evento che ebbe echi in tutto il mondo perché si trattava del primo approccio con il mondo del lavoro di un Papa che era stato egli stesso operaio – ha rivissuto quello spirito di coesione, affetto e partecipazione nell’udienza di sabato 26 marzo con Benedetto XVI a Roma. Un particolare pellegrinaggio diocesano, che ha radici nel passato, e che non è stato solo un momento celebrativo di una ricorrenza storica, quanto piuttosto un’occasione per condividere e mantenere viva l’attenzione sul mondo del lavoro e i problemi che la società attuale sta vivendo in un momento di crisi davvero difficile da affrontare e superare. Con l’elmetto da lavoro in testa e un grande striscione per chiedere “Una preghiera e il sostegno” a Papa Benedetto, gli operai del polo chimico di Terni, accanto ai loro figli, a tanti giovani e studenti, ai precari, anziani, ai rappresentanti delle istituzioni regionali e locali e al vescovo Vincenzo Paglia hanno ribadito con forza che la dignità del lavoro ha un valore inestimabile per lo sviluppo e la crescita sociale. Ottomila pellegrini della diocesi di Terni – Narni – Amelia, che l’aula Paolo VI non è riuscita a contenere, hanno rivolto al Papa il loro appello per un lavoro sicuro, stabile e degno. Grande l’entusiasmo e la partecipazione di parrocchie, associazioni e movimenti della diocesi, istituti scolastici di diverso ordine e grado, lavoratori di piccole aziende e grandi fabbriche, organizzazioni di categoria e sindacati, imprenditori, sindaci dei Comuni della diocesi, rappresentanti delle istituzioni regionali. Ancora una volta, come trenta anni fa, ci si è ritrovati a confrontarsi con l’emergenza lavoro e con l’ennesima crisi delle industrie ternane, che mettono a rischio alcune centinaia di posti di lavoro. Una mobilitazione generale che è suonata come un richiamo forte a sostenere con decisione e concretezza la questione del lavoro, per rinvigorire l’aspettativa di un futuro migliore per una città e regione che stanno pagando a caro prezzo la crisi economica. “Terni ha vissuto l’invasione della modernitàLa gioia dei partecipanti: “Più di così!…” Un’esperienza che ha toccato direttamente il cuore dei pellegrini, sia i più giovani che adulti. “Sono contento di aver partecipato a questo incontro con il Papa – dice il signor Publio -. Con alcuni amici abbiamo deciso di venire, perché l’occasione di vedere e sentire il Papa da vicino non capita tutti i giorni. E poi c’era uno scopo ben preciso – continua -: chiedere al Papa un autorevolissimo intervento per il lavoro ed a favore dei lavoratori perché Terni, forse più di altre città di Italia, ha tanti problemi, troppi disoccupati, soprattutto giovani; lavoro che manca, lavoro insicuro anche quando ce l’hai. Il Papa ha parlato forte e chiaro anche contro gli infortuni sul lavoro”. “Mi ha particolarmente colpito – aggiunge – lo striscione dei lavoratori della chimica con il quale chiedevano preghiere e sostegno per il loro lavoro. Mi ha fatto molto piacere vedere Benedetto XVI mettersi in testa, sia pur per pochissimo tempo, lo stesso casco protettivo indossato da Giovanni Paolo II alle acciaierie. Non so come andranno le cose, ma oggi è stata una giornata importante: le istanze del mondo del lavoro sono state portate davanti alla più alta autorità morale del mondo; più di così…”. Dello stesso tenore emotivo le parole di Vilma Menghini: “Mai avrei pensato di essere testimone di un evento così bello ed umano. Nella sala Nervi ho visto l’umanità nuova, che si vorrebbe globale per il sentimento di pace e solidarietà che esprimeva, rivolgendosi al santo Padre per avere conforto e soprattutto speranza. È questo che ricorderò sempre: l’entusiasmo di ottomila persone, unite e serene che applaudivano il Papa, nel ricordo di un altro grande e indimenticabile Pontefice, insieme al Vescovo, buon pastore per tutta la comunità”. Il Sindaco: “Giornata storica. Ora il Papa sia ascoltato” “Una giornata storica per la città” è stata definita dal sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo l’udienza della diocesi con Benedetto XVI, non solo perché “migliaia di persone si sono mosse al seguito del proprio Vescovo e delle proprie istituzioni per andare ad incontrare il Papa” ma soprattutto perché “il Papa ha corrisposto pienamente alle attese, ha detto parole importanti che ci hanno confortato e dato coraggio. D’altra parte non poteva che essere così. La Chiesa è stata sempre a fianco dei lavoratori ed ha sempre chiesto con forza che vada garantito a tutti un lavoro sicuro, stabile e dignitoso”. “Da sempre il lavoro rappresenta lo strumento fondamentale per assicurare la dignità dell’uomo – sottolinea Di Girolamo -. Il legame dei lavoratori con il loro posto di lavoro è il Dna della identità sociale, è la cifra di una comunità, è un patrimonio che non viene normalmente riportato nei bilanci aziendali. Per questo stiamo difendendo con tenacia e decisione il lavoro dei dipendenti di Basell e Meraklon. Perché la sua perdita cambierebbe inevitabilmente l’anima di questa città. Ora – conclude il Sindaco – ci auguriamo che le parole del Papa arrivino a Ferrara ed a Rotterdam e chi ha il dovere di ascoltarle”. La prossima scadenza della lunga vertenza con la Lyondell-Basell è il 6 aprile: sul tavolo delle trattative ci sarà il peso della mobilitazione e coesione di una comunità che nelle parole del Papa ha trovato nuova forza e speranza.

AUTORE: Elisabetta Lomoro