Bistoni da pochi giorni alla guida dell’Università degli studi di Perugia

Un Ateneo grande in una regione piccola e con tanti problemi da risolvere

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Riorganizzare l’amministrazione dell’ateneo è la priorità del nuovo rettore, Francesco Bistoni, da pochi giorni alla guida dell’Università di Perugia. “Non sarà un compito facile perchè ci sono cambiamenti profondi da attuare” – ha tenuto a precisare – ma costituisce la condizione per migliorare “la qualità complessiva della struttura”. E’ stata pure annunciata la nomina del direttore amministrativo, Angela Maria Lacaiata di Potenza con una lunga esperienza amministrativa negli atenei, che dovrà portare avanti questo impegnativo compito. Poi vanno recuperati i rapporti con le istituzioni (in particolare Regione e Comune di Perugia), cercando anche di riordinare la didattica. Se la riorganizzazione interna rappresenta la base di partenza per far funzionare al meglio l’ateneo, Bistoni ha posto l’accento sulla necessità di “risorse adeguate” per l’università perugina, in particolare per la ricerca. Il nuovo rettore ha chiesto alle imprese un diverso collegamento con l’istituzione accademica soprattutto nel settore della formazione professionale. Bistoni ha sottolineato che dal suo precedessore, Giuseppe Calzoni, ha ereditato un ateneo che, secondo una recente statistica, è il settimo nella classifica generale italiana e primo tra quelli con un numero di iscritti tra 20 mila e 40 mila. I docenti? L’età media si innalza ma è una situazione che non riguarda solo Perugia. Bistoni auspica la creazione di una commissione permanente con la Regione sui temi della formazione professionale e della ricerca, funzionale allo sviluppo economico e sociale, e della assistenza sanitaria. La stessa presidente della Giunta regionale, Maria Rita Lorenzetti, ha ricordato che proprio “formazione e ricerca” li aveva indicati – nelle sue dichiarazioni programmatiche – come fattori decisivi per lo sviluppo. Secondo la Lorenzetti “l’investimento in cultura e ricerca è quindi precondizione per agire al meglio sui diversi fattori in grado di concorrere alla diffusione dell’impresa, alla creazione di nuove opportunità di lavoro, al potenziamento e all’allargamento del sistema produttivo”. La presidente della giunta regionale propone l’attuazione di un accordo di programma per “cogliere le esigenze sostanziali che emergono dai territori” con le loro diverse vocazioni. Accanto alle ferme intenzioni di modernizzazione e sviluppo unite ai progetti futuri non mancano i problemi da superare per gli universitari perugini. In particolare per l’alloggio per coloro che hanno perso il posto letto, dopo la riduzione degli alloggi messi a concorso dall’Adisu. La decisione della Giunta regionale di stanziare un finanziamento straordinario per andare incontro con una provvidenza di 600 mila lire per circa 150 studenti è stata contestata dal consigliere del Prc, Mauro Tippolotti, e dall’Unione Inquilini di Perugia anche per il rischio di incrementare il mercato degli affitti in nero, da sempre fiorente a Perugia. Un altro versante carico di problemi è quello del corso di laurea in scienze della comunicazione. E’ stata un’innovazione che ha fatto registrare in due anni un vero e proprio boom con mille iscrizioni all’esordio e 800 nel secondo anno. Sono stati numeri di rilievo – facendo passare quasi inosservato il calo di consensi nelle altre facoltà – che hanno intercettato studenti destinati probabilmente verso altri atenei. Ma l’insperato successo ha coinciso con la ristrettezza di aule e la saturazione degli orari. E gli studenti protestano. Intanto è annunciata l’inaugurazione dell’Ano Accademico 2000-2001 che si svolgerà il 27 novembre.

AUTORE: R.C.