Brigitte e Daniela Maria, le ‘allodole’ dell’Eremo del Clitunno

Luoghi da vivere

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Perché andare a visitare l’eremo francescano, vicino Campello sul Clitunno? Non tanto per visitare un’opera d’arte. Ce ne sono tante altre, forse migliori, sicuramente più comode da raggiungere, in Umbria. La motivazione di un “pellegrinaggio” all’antico eremo che ospitò san Francesco e san Bernardino da Siena sta tutta nel contatto che si può avere con la piccola comunità di donne, apparentemente tagliate fuori dalla storia eppure, nel corso degli anni, capace di tessere amicizie e relazioni straordinarie come quella con Ernesto Buonaiuti, l’intellettuale modernista scomunicato, o don Primo Mazzolari, con padre Turoldo, e con Paul Sabatier, uno dei più importanti biografi di Francesco, con Friedrich Heiler, Albert Schweitzer fino al Mahatma Gandhi, con il quale le sorelle ebbero una fitta corrispondenza. La storia recente dell’eremo inizia nel 1920 quando sorella Maria, una suora francescana, si sente chiamata ad abbandonare l’istituto di vita in cui viveva per cercare una nuova forma di vita, meno strutturata, più aperta all’incontro. Fissa alcune coordinate della nuova esperienza: vita fraterna, regolata e custodita dalla disciplina religiosa, senza voti; tutto per mantenere vivo il senso di libertà proprio dei figli di Dio. Al centro della vita quotidiana le donne – che fin dagli inizi dell’esperienza vengono chiamate “allodole” – pongono il silenzio che sorella Maria amava definire “il guardiano che permette la comunione con Dio e con i fratelli”. Una seconda norma è data dalla comunione con i poveri che, attraverso il fraterno interessamento ai loro bisogni, è sempre stato per loro un impegno sacro. La storia dell’eremo è particolare perché le allodole – ben prima del Vaticano II – hanno accolto l’amico e il contrario. Via via nella fraternità hanno coabitato cattoliche, anglicane, episcopaliane. Un ecumenismo ante litteram qualche volta visto con sospetto. Oggi sul monte sopra le fonti del Clitunno vivono solo due sorelle: Brigitte, francese, che è là da più di 38 anni; Daniela Maria, che proviene dall’esperienza della Comunità di Sant’Egidio, vi è da 16 anni. Vivono pregando e lavorando; cercano di essere il più possibile autosufficienti: fanno da sole il pane una volta alla settimana, lavorano al telaio, ricamano. Vivono una vita piuttosto austera: basti pensare che nel complesso non c’è l’acqua corrente! Le “allodole” accolgono gli ospiti che le vanno a trovare o che vogliono passare là qualche giorno in silenzio e in raccoglimento. I visitatori sono invitati a fare la stessa vita delle “allodole” che pregano anche all’aperto, “in madre natura”, nel giardino o nei boschi attorno all’eremo. Da quando fu fondato ad oggi all’eremo sono cambiate molte cose, ma restano vive le scelte di fondo. Resta una vita semplice e fraterna, sobriamente e lietamente francescana. Gli ospiti che vanno all’eremo francescano non devono essere turisti, ma pellegrini che cercano il silenzio, la solitudine e la vita fraterna. Info utiliEremo Francescano, Strada dell’Eremo, 1, Campello sul Clitunno (Pg), Tel. 0743.521045L’ospitalità è aperta da Pasqua alla festa dei Santi. Occorre fissare in anticipo la propria presenza. L’eremo può accogliere 4 persone alla volta, ma non in gruppo. Le sorelle consigliano una permanenza di almeno 3 giorni e 3 notti. È bene ricordare che non c’è disponibilità di acqua corrente ed in alcune celle manca l’elettricità.

AUTORE: Francesco Mariucci