Cercasi seconda ma vera famiglia

Sia la Caritas che gli enti locali stanno promuovendo la pratica dell'affido dei minori. Di che cosa si tratta esattamente? Come avviene? Qual è il suo valore?

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L’iniziativa della Caritas diocesana di dedicare le ‘Stazioni quaresimali’ al tema dell’affido si sta realizzando in un periodo che vede impegnati anche gli enti locali in una campagna di sensibilizzazione sull’affidamento familiare, iniziata lo scorso novembre. La campagna si presenta con un manifesto in cui ci sono delle mani a forma di capanna sul quale campeggia lo slogan ‘Un aiuto temporaneo che vale una vita’, è promossa dal Servizio affidi dei Comuni degli Ambiti territoriali n. 2 (Corciano, Perugia, Torgiano), n. 3 (Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Valfabbrica), n. 4 (Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, San Venanzo, Todi), n. 5 (Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Tuoro sul Trasimeno), in collaborazione con la Usl 2 dell’Umbria. L’obiettivo è quello di avere un numero adeguato di famiglie disponibili ad accogliere bambini. Nella maggior parte dei casi si tratta di dare un sostegno alla famiglia naturale per un breve periodo di tempo. Il bambino può aver bisogno di un’accoglienza durante le ore della giornata e tornare a casa la sera, oppure stare alcuni giorni con la famiglia amica e rientrare, per esempio, il fine settimana, oppure trasferirsi per tutto il tempo necessario nella sua nuova casa. In ogni caso il bambino dovrà poter mantenere i rapporti con la famiglia d’origine. Le modalità concrete dell’accoglienza del minore nella famiglia affidataria sono definite dai Servizi sociali, che si fanno garanti in primo luogo del bambino e delle famiglie coinvolte. Non sempre è necessaria la decisione di un giudice, ma nella maggior parte dei casi, se c’è intesa tra le due famiglie, la parte ‘burocratica’ si svolge tutta presso il servizio sociale che ha in cura il minore e che lo seguirà per tutta la durata dell’affidamento. Sono molte e diverse le ragioni per cui una famiglia o una madre sola non possono prendersi cura del minore, ma ciò che viene chiesto alla famiglia che lo accoglierà è di ‘offrire al bambino/a la possibilità di crescere in una famiglia capace di prendersi cura di loro, rispettando la loro storia individuale e familiare’ facendo così ‘un gesto di solidarietà verso la famiglia di origine, per il tempo necessario ad affrontare e cercare di risolvere i suoi problemi’ spiega il dépliant prodotto per la campagna affidi. Possono dare la propria disponibilità ad accogliere bambini – e ragazzi fino ai 17 anni – famiglie, coppie, persone singole di qualsiasi età, con o senza figli. L’importante, si legge sempre ne dépliant, è ‘avere uno spazio nella propria vita e nella casa per accogliere un’altra persona con il suo vissuto e la sua storia; la volontà di accompagnare e prendersi cura, per un periodo, di un bambino/a in attesa del suo rientro in famiglia; la consapevolezza del legame del bambino/a con la famiglia di origine’. Per offrire la disponibilità ad essere affidatari occorre rivolgersi agli Uffici di cittadinanza o al Servizio adozioni. Un’apposita équipe dei Servizi sociali territoriali effettua incontri e colloqui di conoscenza con le famiglie disponibili all’affido, al fine di poter raccogliere informazioni utili a valutarne la corrispondenza rispetto alle caratteristiche e ai bisogni dei minori coinvolti. Infine alla famiglia affidataria è riconosciuto un contributo economico di norma a carattere mensile ed una specifica copertura assicurativa. COME funzionaPrincipali caratteristiche: temporaneità (da alcuni mesi a max 2 anni); mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine; la previsione del rientro del minore nella famiglia di origine. Consiste in: accoglienza di un minore qualora la sua famiglia d’origine per vari motivi non riesca a prendersi temporaneamente cura dei figli. Può essere: diurno oppure residenziale. È: consensuale nel caso sia condiviso e approvato dai genitori; giudiziale nel caso sia disposto dell’Autorità giudiziaria. Possono accogliere in affido: famiglie, coppie, persone singole di qualsiasi età, con o senza figli. Info: numero verde 800 177764 del Servizio affidi degli Ambiti territoriali 2, 3, 4, 5, il lunedì e venerdì dalle 10 alle 13, mercoledì dalle 15 alle 17; sito del ministero del Welfare, www.affidare.minori.it.

AUTORE: Maria Rita Valli