Concluse attività di formazione per 48 detenuti della casa circondariale di Terni

Il progetto Filar si è svolto sotto la guida di Università dei Sapori scarl, assieme all’Associazione di Volontariato San Martino - Caritas di Terni Narni e Amelia e Iter scarl impresa sociale

Si è concluso con la consegna degli attestati, il progetto Filar – Formazione per l’Inclusione socio Lavorativa nel settore della Ristorazione, svoltosi presso la Casa Circondariale di Terni sotto la guida di Università dei Sapori scarl, assieme all’Associazione di Volontariato San Martino – Caritas di Terni Narni e Amelia e ITER scarl impresa sociale.

Il progetto nasce con l’intento di favorire il miglioramento della condizione sociale e lavorativa di 48 detenuti della Casa circondariale di Terni, attraverso percorsi di formazione specifici nel settore della ristorazione. Anche nell’espressione della partnership creata, l’attività ha voluto mettere a disposizione dei detenuti un’esperienza formativa qualificante, strumenti e supporti dedicati ed espressamente tarati sulle esigenze del singolo, sulle caratteristiche e la durata della pena da scontare, in modo da inserire la persona ristretta in attività occupazionali capaci di aiutarla e ridefinire il proprio recupero sociale.

Obiettivo del progetto

Obiettivo del progetto, inoltre, è stato quello di creare un modello condiviso di lavoro tra tutti i soggetti coinvolti (Soggetti proponenti, Istituto penitenziario, mondo del lavoro, mondo del volontariato, Istituzioni pubbliche), favorendo la predisposizione di percorsi didattici attivi e motivanti, fondati sui bisogni reali dei detenuti e finalizzati ad orientarli ad un progetto di vita futuro, coniugando il sapere ed il saper fare verso l’acquisizione di competenze coerenti con le esigenze del mercato del lavoro per implementare il reinserimento e contrastare il fenomeno della recidiva.

Le attività laboratoriali erogate dall’Università dei sapori

Le attività laboratoriali, precedute da momenti di Orientamento tra gli operatori dell’Associazione di volontariato San Martino e i detenuti, sono iniziate a gennaio 2020 e terminate, con non molte difficoltà causa Covid, lo scorso 31 agosto.

Sono stati erogate, sotto il coordinamento di Marilena Liccardo di Università dei Sapori e sotto la guida degli Chef esperti Simone Minelli, Edi Dottori, Daniele Guerra e Donatella Aquili, 2 edizioni del percorso di cucina dedicato alle Preparazioni gastronomiche della durata di 120 ore e 2 edizioni del corso di Pizzeria, sempre della durata di 120 ore totali.

Presidente UniSapori Lupi: “ripristinato il laboratorio di panificazione allestito all’interno della casa circondariale”

Riteniamo questa esperienza per i detenuti del carcere di Terni estremamente utile per le professionalità formate e per i contenuti valoriali espressi” dice Stefano Lupi presidente di Università dei Sapori. “Grazie ai due corsi di Pizzeria è stato recuperato e ripristinato il laboratorio di panificazione allestito all’interno della casa circondariale, che era in disuso da anni. Il laboratorio, in virtù delle competenze tecniche acquisite da 27 detenuti (15 nella prima edizione e 12 nella seconda) potrebbe essere riavviato permanentemente per la produzione del pane, biscotti ed altri prodotti ai fini del consumo interno per i detenuti della casa circondariale. Ciò costituirebbe un elemento importante e concreto di integrazione dando, attraverso il lavoro, dignità e gratificazione alle persone. Avanzeremo tale proposta alla direzione del carcere, offrendo la nostra disponibilità come Università dei Sapori”.

Vescovo Piemontese: “la conclusione del progetto è motivo di speranza”

“La conclusione di questo progetto con la consegna degli attestati – ha detto il vescovo Piemontese ai detenuti – è motivo di speranza, perché l’attività, l’impegno, il lavoro competente e la formazione sono fondamentali nella vita della persona. Vi auguro che queste competenze si traducano in un lavoro che sia di sostegno alla vostra realizzazione. Il pane per i cristiani è l’elemento fondamentale dell’Eucarestia e riconoscimento della presenza del Signore e dono del corpo di Cristo per la nostra redenzione”.

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