Contro le logiche comunicative dei potenti, basta fare un “ringhio”

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di Daris Giancarlini

Hanno quasi santificato ‘Ringhio’ Gattuso, allenatore del Milan, per aver replicato con toni fermi alle critiche del supertifoso rossonero Salvini (temporaneamente anche ministro dell’Interno e vice premier) dopo il pareggio con la Lazio.

Al leader leghista che gli imputava di non aver fatto i cambi giusti per difendere il vantaggio milanista, Gattuso Gennaro Rino detto Ringhio ha risposto: “Pensi alla politica, perché abbiamo problemi molto grandi in Italia”. Tutti a dire: finalmente uno che tiene testa come si deve al potente di turno. Troppo semplice.

In realtà, lo stesso Salvini ha spiegato di aver “parlato da tifoso”. Così come con gli artigiani parla da artigiano, con i militari da militare, con i pensionati da pensionato e via così, felpa dopo felpa, tweet dopo tweet, post dopo post. La strategia dei nuovi potenti passa per la mimetizzazione comunicativa con i contesti da cui ipotizzano di poter trarre il massimo del consenso.

Per Salvini e per i nuovi potenti, finora ha funzionato. Fino alla sera di domenica 25 novembre, dopo Lazio-Milan: quando la maggior parte dei tifosi, soprattutto sui social, si è schierata con il genuino ‘Ringhio’. Che dice di non capire la politica, ma certo di comunicazione sa molto più di altri.

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