‘Coscienza critica’ della società

Presentato primo 'Dossier sulle povertà umbre' 2004, frutto del 'progetto rete' di Caritas italiana

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Al centro dell’ultimo convegno regionale delle Caritas diocesane umbre, svoltosi a Perugia il 9 aprile, è stato posto il rapporto ‘parrocchia, comunità, territorio’ alla luce delle recenti indicazioni pastorali della Chiesa italiana. Indicazioni volte al rilancio del ruolo missionario della comunità parrocchiale nella società di oggi, sia nell’ambito ecclesiale che in quello sociale. Per proseguire nella nuova evangelizzazione, anche dal convegno perugino Caritas è emersa la necessità di una sinergia tra le tre ‘colonne portanti’ della Chiesa: Liturgia, Catechesi e Carità. Non a caso l’arcivescovo di Spoleto mons. Riccardo Fontana, delegato Ceu per il servizio della carità, nel ricordare Giovanni Paolo II, ha detto: ‘il Papa volle che dall’altra parte della basilica di San Pietro si facesse spazio a Madre Teresa di Calcutta, ma soprattutto ai suoi poveri’. Significativa è la sintonia che c’è stata nell’organizzazione del convegno, che ha coinvolto anche il Centro regionale umbro di pastorale (Crup), che è intervenuto attraverso un suo membro, don Stefano Ciacca, segretario aggiunto della Ceu. Il sacerdote ha incentrato la sua relazione sull’ultima nota pastorale della Cei dal titolo ‘Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia’, con l’intento di mostrare come, nel pensiero dei vescovi, ‘la dimensione caritativa della Chiesa non è un suo aspetto delegabile ad esperti del settore ‘ ha evidenziato don Ciacca ‘, ma è elemento costitutivo della missionarietà della Chiesa tutta.Su cosa deve essere la carità per la comunità cristiana di oggi, è intervenuto don Nazzareno Marconi, noto biblista e rettore del Seminario regionale umbro. ‘La carità è una grande cura contro le ‘dipendenze’ di povertà – ha detto – Lo stile di vita caritativo e solidale di una comunità è uno stile evangelico che sana attraverso l’amore’. Al convegno Caritas è stato presentato il primo ‘Dossier sulle povertà umbre’ per l’anno 2004, edito dalla Delegazione regionale Caritas. Il Dossier è stato realizzato ‘grazie al ‘progetto rete’ della Caritas italiana’, e si tratta, spiega nella presentazione l’Arcivescovo mons. Fontana, ‘di un’opera di taglio pastorale, complementare e sinergica alla consolidata collaborazione tra Chiesa umbra e la Regione’ che ha dato origine al terzo Rapporto sulle povertà. I dati presentati nel Dossier sono stati raccolti tra l’aprile e il giugno 2004 nei Centri di ascolto delle otto Caritas diocesane umbre attraverso 1.208 questionari. Il sociologo Paolo Montesperelli, che ha analizzato questi dati, rileva nel ‘Dossier’ che ‘il disagio in Umbria sembra riguardare per lo più gli adulti (l’età media del campione si attesta intorno ai 40 anni)’ Un altro importante tratto per delineare il profilo dell’utente dei servizi Caritas è la cittadinanza: per quanto una cospicua maggioranza (71%) sia rappresentata dagli stranieri, quasi il 27% è composto da italiani, segno che la povertà non è associata esclusivamente all’immigrazione’. Dai bisogni (1.661) e dalle richieste esplicite (2.889) di coloro che si sono rivolti ai Centri Caritas umbri nel secondo trimestre 2004, si ha la conferma di tre ‘emergenze’ in Umbria: l’assenza o l’insufficienza di reddito, il problema dell’abitazione e quello del lavoro. Per quest’ultimo solo il 17% degli utenti dei Centri Caritas è occupato, mentre il 16% è disoccupato e oltre 50% non ha voluto rispondere alla domanda (presumibilmente entro questa quota rientra un’ampia componente di lavoro nero e precario).Ma la povertà non è sono legata a queste ‘emergenze’, come rileva lo stesso ‘Dossier’, e a parlarne al convegno è stato mons. Giancarlo Perego, teologo e responsabile della ‘Rete nazionale osservatori e centri di ascolto’ di Caritas italiana. Mons. Perego ha detto, in sintesi, che preoccupa la nascita di ‘nuove povertà’, che non riguardano il reddito, ma forme di dipendenza, come quelle dal gioco, dall’alcol, dalla droga, dal computer, dallo shopping, … Povertà sempre più emergenti in regioni ricche come l’Umbria.Su ciò che la Caritas può fare per fronteggiare queste ‘nuove povertà’, è intervenuto anche l’arcivescovo di Perugia mons. Giuseppe Chiaretti, presidente della Ceu. ‘La Caritas deve essere il ‘pungolo’, la ‘coscienza critica’ in questa società sempre più individualista ‘ ha affermato il presule ‘, dove spesso l’uomo viene messo al secondo posto’.

AUTORE: Riccardo Liguori