Costacciaro, fra arte, tradizioni ed escursionismo

Tempo di lettura: 151 secondi

Adagiato su uno sperone, alle falde del monte Cucco, a metà strada fra il valico di Scheggia e il Pian di Gualdo, a quasi 600 metri di altitudine, Costacciaro dà proprio l’idea di un paese inespugnabile. Il lato settentrionale, infatti, che si vede giungendo in automobile da Fossato di Vico – seguendo il tracciato di quella che ora è la declassata ex statale Flaminia – sembrò agli antichi abitanti del paese così ripido e difficile da superare che il nome fu spiegato come “Costa di acciao”. In realtà, il nome bizzarro del comune, deriva da “Col Stacciaro”, dall’antica e nobile famiglia degli Stacciari. Fondato dagli eugubini, con funzione difensiva, a metà del XIII sec., il centro abitato conserva inalterata la tipica forma a reticolato delle città militari. E si tratta di uno dei centri storici più caratteristici, assieme a quello di Fossato di Vico, dell’Umbria nord orientale. Ideale per una giornata diversa. Il periodo migliore per visitarlo è proprio l’inizio dell’autunno, specialmente la mattina presto, con i raggi del sole che colorano di tinte calde le facciate in cotto e in pietra degli edifici che si affacciano lungo la via principale, corso Mazzini, autentica “arteria” del centro abitato. Proprio su corso Mazzini, si affacciano gli edifici più vetusti del piccolo comune: in primo luogo la magnifica chiesa duecentesca di San Francesco, con una stupenda facciata in pietra candida, ornata da un grande rosone, e un interno con affreschi della seconda metà del XV sec. opera di Matteo da Gualdo e della sua scuola – tutti restaurati, assieme all’edificio, che è stato appena riaperto al culto. Accanto alla chiesa, l’ex convento francescano (sec. XIII), che oggi ospita il Municipio e le scuole elementare e media. Poco distante, la bella chiesetta della Misericordia (sec. XVI), situata sull’acropoli. Dalla parte opposta, invece, scendendo per le vie silenziose del paese, si giunge al Trione (sec. XV, opera dell’architetto senese Francesco Di Giorgio Martini) e all’altro convento, quello delle Clarisse (sec. XIV), oggi sede del Cens (Centro escursionistico naturalistico e speleologico), che gestisce anche il Museo delle Grotte del Monte Cucco, situato nella vicina ex chiesa di San Marco ed organizza escursioni naturalistiche e speleologiche nel Parco del Monte Cucco, fra cui alle stupende Grotte del Monte Cucco. Fra tutte queste escursioni, noi vi consigliamo sicuramente l’ascesa all’eremo di San Girolamo (tramite la Forra di Rio Freddo), che bisogna raggiungere con un accompagnatore e l’adeguata attrezzatura. Oppure, quella più tranquilla – che potete fare con solo un buon paio di scarpe da trekking e un po’ di fiato – per il sentiero del Beato Tomasso (attenzione: non Tommaso!), l’eremita del XIV secolo divenuto poi patrono di Costacciaro e la cui festa cade proprio i primi giorni di settembre. E poi non dimenticate il bel santuario mariano di Coldagello, pochi km a nord del centro abitato…Info utiliMesse: chiesa di San Francesco, festiva 11.30Cens: www.cens.it, tel. 0759170601Museo delle Grotte di Monte Cucco: per le visite 0759172723Informazioni sulle escursioni: sig. Euro, tel. 0759170147

AUTORE: Pierluigi Gioia