Dagli scarti nascono… le energie pulite

I piccoli impianti che utilizzano scarti del legno e delle coltivazioni agricole per produrre energia fanno bene ad ambiente ed economia. La Regione promuove il progetto didattico “Energy Explorer”

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biomasse-centraleL’energia per illuminare le nostre case e far funzionare televisore e frigorifero comincia a essere prodotta in Umbria anche con il letame degli allevamenti zootecnici, gli scarti della lavorazione del legno, i residui della potatura di viti, ulivi e alberi da frutta e da coltivazioni agricole in campi che altrimenti resterebbero incolti.

Ciò grazie a una trentina di piccoli impianti di nuova concezione che, senza le proteste di comitati e abitanti, sono già in funzione: con il vapore riscaldano le case senza caldaie e relative bollette e producono energia elettrica. Il tutto senza cattivi odori, fumi e polveri pericolose, come accertato anche dall’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Ne guadagna anche l’economia, con la creazione di posti di lavoro; in particolare, questo ha consentito ad aziende agricole in tempi di crisi di risolvere problemi per lo smaltimento dei rifiuti e di ottenere risparmi che consentono di proseguire, ampliare e diversificare l’attività.

La Regione ha finanziato con risorse europee (i fondi Por e Fesr) il progetto didattico “Energy Explorer” realizzato dal Ciriaf (Centro interuniversitario sull’inquinamento da agenti fisici) dell’Università di Perugia, che coinvolge una decina di atenei. Un progetto per fornire alla gente informazioni corrette e scientifiche su questi impianti. Per contrastatare paure e timori degli abitanti delle zone interessate, spesso frutto di pregiudizi e di informazioni non corrette. L’iniziativa ha già coinvolto numerose scuole, con visite ad alcuni di questi impianti di nuova concezione già in funzione; si rivolge a cittadini e comitati che, anche in modo clamoroso, protestano contro quelli ancora da realizzare. Nell’ambito del progetto è stata organizzata una visita di giornalisti a due di questi nuovi impianti: uno a biomassa della società Genera spa (funziona con gli scarti del legno vergine e ha una potenza di 998 kWe) ad Avigliano Umbro e l’altro, più piccolo, nella azienda agricola Luchetti di Gaglietole di Collazzone (impianto a biogas della potenza di 360 kWe) alimentato con reflui zootecnici di circa 400 bovini di razza chianina e cereali. L’impianto di Gaglietole – hanno assicurato il prof. Francesco Asdrubali, direttore del Ciriaf, il direttore tecnico dell’Arpa, Giancarlo Marchetti, e il dirigente del servizio Qualità ambientale della Regione, Andrea Monsignori – inquina come un autobus urbano che funziona a metano, mentre quello più grande di Avigliano come un vecchio e tradizionale camino domestico, con un consumo di 60 quintali di legna all’anno.

In proposito è significativa la testimonianza del sindaco di Avigliano, Giuseppe Chianella, presente all’incontro con i giornalisti. “Prima della costruzione – ha detto – c’erano state clamorose proteste, che poi si sono dimostrate frutto di pregiudizi. Gli abitanti temevano cattivi odori, emissioni pericolose per la salute (c’era anche chi parlava di diossina), strade intasate da camion per il trasporto della legna… Oggi, con l’impianto in funzione non ci sono più proteste. Anzi! Ditte locali hanno lavorato per la costruzione dell’impianto (il costo è stato di 8 milioni) e per la sua gestione si sono creati 6 nuovi posti di lavoro. Ci sono già una quarantina tra famiglie, commercianti e piccole aziende che sono pronte ad usufruire del teleriscaldamento, eliminando quindi camini a legna e termosifoni”.

Una piccola rete di teleriscaldamento che servirà anche per le scuole, la biblioteca, la palestra e gli altri edifici pubblici. C’è anche il progetto per realizzare una piscina coperta, con l’acqua scaldata dai vapori della piccola centrale. “Non si può sempre dire ‘no’ a tutto – ha sottolineato il Sindaco. – Per il bene e il futuro del nostro Paese”.

Le ragioni a favore

Gli accertamenti dell’Arpa e degli altri organismi preposti al controllo hanno dimostrato che le emissioni sono ben al di sotto dei valori di legge. Non c’è impatto ambientale. L’impianto di Avigliano appare come un qualsiasi capannone in una zona industriale, mentre quello di Collazzone sorge tra stalle, recinti con animali e vari annessi agricoli, senza alterare il paesaggio delle campagne. Gli impianti sono piccoli (a carattere aziendale e quasi familiare) e non ci sono trasporti di materiali da lontano perché non sarebbe economicamente conveniente. Le caratteristiche tecniche non consentono un uso diverso da quello per cui sono stati progettati; un uso diverso non sarebbe economicamente conveniente perché bisognerebbe modificare in modo permanente la tecnologia di produzione. Detto chiaro: in questi impianti non si possono bruciare rifiuti urbani o industriali. Inoltre, come nel caso di quello di Collazzone, letame e cereali non solo producono energia elettrica e calore (utilizzato per scaldare alcuni immobili aziendali) ma anche un residuo (il “digestato”) che viene sparso sui campi in sostituzione di concimi chimici. Ne guadagnano il portafoglio, l’ambiente e la qualità biologica delle coltivazioni.

AUTORE: Enzo Ferrini

3 COMMENTS

  1. Vorrei sapere perché il giornalista Enzo Ferrini ha sostenuto con tutta questa enfasi le ragioni a favore e non ha minimamente considerato chi invece dice che questo tipo di centrali sono nate solo per fare arricchire pochi a discapito di tutti

    • Per l'”enfasi”, che non era nelle mie intenzioni, mi scuso perchè l’articolo è il resoconto di una visita di giornalisti a due impianti a biomasse (ad Avigliano e Gaglietole di Collazzone) organizzata dalla Regione nell’ambito di un progetto didattico per fornire ai cittadini informazioni corrette e scientifiche. Tra i nostri accompagnatori c’erano anche un professore universitario, Francesco Asdrubali, direttore del Centro interuniversitario sull’inquinamento da agenti fisici, il dirigente del servizio qualità ambientale della Regione Andrea Monsignori e Giancarlo Marchetti, direttore tecnico dell’Arpa, che è l’agenzia regionale che deve vigilare sulla qualità delle ambiente.
      Non sono uno scienziato ma ho potuto constatare di persona che i due impianti visitati non emettono cattivi odori e si inseriscono perfettamente nell’ambiente. In particolare quello più grande di Avigliano è un normale capannone nella zona industriale. Gli accompagnatori che ho citato ci hanno assicurato che dai controlli svolti risulta che l’inquinamento di impianti di queste dimensioni è pari a quello prodotto da un autobus che funziona a metano o da un camino domestico che brucia legna. L’energia viene prodotta utilizzando gli scarti della lavorazione del legno, del taglio di boschi nella zona e delle potature ed il letame delle stalle. Inoltre non è possibile, proprio per le tipologie dell’impianto, bruciarvi rifiuti urbani ed industriali. Nel caso di Avigliano, ha assicurato il sindaco, anche chi contestava l’impianto prima della realizzazione oggi si è ricreduto sulla sua bontà ed utilità. Queste, in sintesi, le informazioni che ho avuto e che ho riferito in modo più ampio ed articolato sulla Voce del 4 ottobre scorso.
      Se Lei invece ha informazioni diverse su questo tipo di centrali che – come Lei scrive – “sono nate per fare arricchire pochi a discapito di tutti” saremo lieti di ospitarle. Anche perchè è proprio con un sereno confronto, senza pregiudizi ideologici, politici e di altro genere, che possiamo tentare di costruire un mondo migliore per noi e per i nostri figli e nipoti.
      Per quanto riguarda poi i “pochi” che queste centrali arricchirebbero mi permetto di ricordare – come ho scritto – che l’impianto di Avigliano ha creato anche 6 nuovi posti di lavoro e che quello di Gaglietole permette ai titolari di una azienda agricola di tipo familiare di continuare a coltivare i loro campi in un momento di grande crisi che non ha risparmiato l’ agricoltura.
      Enzo Ferrini

      • Egr.Sig. Ferrini, le mie informazioni sono le stesse di centinaia di comitati anti biomasse e biogas nati in tutta Italia da molto tempo. Sono informazioni divulgate a livello mondiale da ricercatori che studiano gli effetti di questo tipo di centrali a livello di ambiente e quindi di salute ( Stefano Montanari per fare un esempio illustre). Perché inquinamento non significa solo cattivo odore! Questo tipo di inquinamento e’ invisibile.. Faccio riferimento nello specifico alla centrale di Avigliano. E stato detto ( Antonini, corriere dell’Umbria 26 settembre) che la centrale di Avigliano emette solo 1,5 milligrammi di PM 10 per metro cubo, mentre il limite legale e’ 30 e solamente 200 milligrammi di ossido di azoto per metro cubo ( la metà di quello autorizzato). Quello che non è’ stato specificato e che da una ciminiera del genere escono circa 4000 metri cubi di fumi l’ora!! Da quale camino di quale abitazione escono 4000 metri cubi di fumo l’ora? I TECNICI accompagnatori che hanno rassicurato lei e gli altri giornalisti me lo possono spiegare? Cito a questo proposito Roberto Pellegrino, biologo ambientalista, ( La tramontana 30 settembre) ” per afferrare il significato di questo dato basta paragonare l’emissione della centrale di Avigliano al num di automobili necessarie per produrre lo stesso inquinamento. Si scopre allora che occorrono 2500 automobili diesel euro 5 che percorrono 12 km al giorno per produrre 144 grammi di PM10 e per riprodurre lo stesso inquinamento di ossido di azoto le auto necessarie sono 4600, questo tutti i giorni dell’anno sempre nello stesso posto… E’ come portare lo smog di una metropoli in aperta campagna! Si può ancora affermare che un impianto a biomasse non inquina?”
        Riguardo alla possibilità di bruciare rifiuti urbani e industriali in quest tipo di impianti la invito a leggere il DM 6 luglio 2012 alle pagg 59-60 tab. 6A dove si specificano i rifiuti assimilabili alle biomasse..avrà delle piacevoli sorprese! Concludo infine con due domande. I 6 nuovi dipendenti lei li ha visti o sono come il fumo della centrale di Avigliano e cioè Invisibili? E’ proprio sicuro che la gente di Avigliano possa essere così tranquilla come Qualcuno ha tenuto a sottolineare?

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