Dalla parte delle donne

SOCIETÀ. Contro le violenze, si ampliano le strutture protette, raddoppiano i Punti d’ascolto, apriranno due appositi Centri

Donne-e-dignita-gente-stradaDonne che escono dall’incubo violenza

Uscire dalla violenza si può. Daniela Albanesi, presidente del Centro pari opportunità della Regione, lo ribadisce con forza alla luce delle tante storie di donne vittime di maltrattamenti che, grazie all’aiuto della struttura, sono tornate a vivere. La violenza contro le donne resta una delle piaghe sociali più difficili da affrontare e sradicare, anche alla luce del fatto che il 90% degli abusi avviene all’interno delle mura domestiche. L’8 marzo, Festa della donna, diventa quindi occasione di riflessione su quella che tutti gli operatori del settore definiscono, prima di tutto, una “questione culturale”.

“È un fenomeno diffuso – dice Daniela Albanesi – e ancora, nella maggioranza dei casi, sommerso. Una piaga che affonda le sue radici proprio nella mentalità moderna e nella visione della donna-oggetto che spesso ci viene trasmessa dai media. Per questo il primo lavoro da fare è nelle scuole, per creare una vera e propria cultura del rispetto della donna quale soggetto autonomo”.

Qualcosa sta già cambiando. In meglio. Secondo i dati forniti da Telefono Donna (servizio di accoglienza e assistenza legale e psicologica messo in campo dal Centro pari opportunità tramite il numero verde 800 861126; per informazioni www.pariopportunità.regione.it), nel 2003 le donne che si sono rivolte al servizio sono state 250, nel 2012 erano 457, mentre dal 1° gennaio al 1° marzo 2013 sono già 176. “Questi numeri – spiega la presidente – non devono essere letti come segno di un aumento della violenza, ma in quanto sintomo di una maggior consapevolezza delle donne e determinazione ad uscire dall’incubo”.

Anche dal punto di vista dell’aiuto istituzionale, l’Umbria sta facendo passi avanti. Oggi, infatti, in regione esistono una casa protetta messa a disposizione dal Comune di Terni e due appartamenti concessi da quello di Perugia. Ma il numero è destinato ad aumentare entro breve. “Il dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri – dice ancora Albanesi – ha finanziato due progetti che porteranno entro due anni ad allargare e potenziare la rete di assistenza sul territorio. Il primo progetto prevede l’ampliamento delle strutture protette e di accoglienza a Perugia, Terni e Foligno, dove sono state messe a disposizione due casette. Inoltre gli attuali cinque Punti d’ascolto presenti sul territorio umbro passeranno a 10”. “Il secondo progetto – prosegue – porterà finalmente anche in Umbria alla costruzione di due Centri anti-violenza, uno a Perugia e uno a Terni. La nostra regione, insieme al Molise, era rimasta l’unica in Italia a non essere dotata di queste strutture. Anche se resta aperto il nodo dei fondi”. I 440mila euro messi a disposizione dal Dipartimento saranno, infatti, appena sufficienti a insediare le due strutture, compresi i costi per la formazione e la retribuzione del personale. Dopodiché si ha certezza solo dei 50.000 euro l’anno per ciascun Centro che la Regione si è impegnata ad erogare, nella fase di presentazione del bando al Ministero, per il terzo e quarto anno di attività.

violenza-donneFai valere le tue pari opportunità sul lavoro!

Avere una soddisfacente vita lavorativa senza dover rinunciare alla possibilità di crearsi una famiglia è ancora un miraggio per molte donne. Eppure esistono degli strumenti, forse ancora poco conosciuti, che la legge mette a disposizione per garantire a tutte le lavoratrici le cosiddette “pari opportunità”. Uno di questi è, per l’appunto, la Consigliera di parità, una figura istituzionale nominata dal ministero del Lavoro e delle pari opportunità, su designazione del Consiglio regionale a seguito di un bando, che agisce come una sorta di sentinella nei confronti di tutte le possibili discriminazioni a cui vanno incontro le donne (ma anche disabili, stranieri, immigrati, ecc.) in ambito lavorativo. Per la Regione, la Consigliera di parità è Elena Tiracorrendo che lavora in tandem con l’avvocato Cristhia Falchetti Ballerani. “Sulla base dei casi di donne che si rivolgono a noi – racconta Elena Tiracorrendo -, ad oggi il problema principale per le lavoratrici resta quello della maternità. Non sempre, infatti, le aziende si dimostrano disponibili nel periodo di assenza effettiva dal posto di lavoro dovuto alla gravidanza, ma anche nei confronti di tutte quelle forme di conciliazione famiglia-lavoro che la legge concede come, ad esempio, il part time. Inoltre, esistono anche altre forme di discriminazione verso le donne più subdole e più difficili da combattere perché meno regolamentate dalla legge rispetto alla maternità. È il caso delle progressioni di carriera, spesso precluse alle donne, pur se qualificate”. L’importanza della figura della Consigliera di parità sta nel fatto che, qualora il caso lo contempli, su delega del lavoratore, può intervenire come pubblico ufficiale e segnalare il fatto all’autorità giudiziaria, con tutte le conseguenze del caso. “Il nostro lavoro non si ferma qui – continua Tiracorrendo – in quanto siamo impegnati nella prevenzione e nella promozione di una cultura delle pari opportunità che spesso manca proprio nelle aziende, e anche nelle stesse lavoratrici. Sono loro, in primis, infatti, a non conoscere i loro diritti. Caso esemplare quello di una ragazza di 20 anni che è stata vittima di evidenti discriminazioni sul posto di lavoro, ma si è rivolta a noi troppo tardi, quando ormai non si poteva più fare nulla essendo passato troppo tempo, e ha perso tutti i suoi diritti. Per questo già a scuola si dovrebbe lavorare per non lasciare questi ragazzi entrare nel mondo del lavoro completamente ignari della normativa. Il lavoro di formazione – conclude la consigliera – continua poi nelle singole aziende. Infatti nei prossimi mesi prenderà corpo la Carta per la pari opportunità tra uomo e donna che le aziende dovranno sottoscrivere e mettere in pratica quotidianamente in ambito lavorativo, con l’istituzione di un referente, all’interno dell’azienda, capace di mediare fra lavoratori e dirigenza”.

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AUTORE: Laura Lana