Disabili campioni in grado di competere con i “normodotati”

La storia dell'associazione sportiva dilettantistica “Viva” di Perugia

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Associazione-VIVALo sport è un diritto di tutti” è lo slogan dell’associazione sportiva dilettantistica Viva, una struttura che è l’esempio di come lo sport non significhi necessariamente agonismo a tutti i costi, ma possa essere strumento di crescita personale e di grande integrazione, soprattutto per soggetti con qualche disabilità.

L’organizzazione è nata nel 2011 da un’idea del suo presidente Gabriele Bartolucci, assistente sociale e ottimo giocatore di tennistavolo, che è riuscito nell’intento coniugando professione e passione. Come sintetizzato dal motto, l’obiettivo è rendere l’attività fisica accessibile a tutti, senza alcuna distinzione. Sono accolti tutti coloro che vogliono imparare uno sport, indipendentemente dalla condizione fisica, sensoriale, intellettiva e socio-economica. “La nostra associazione – sottolinea il Presidente – è aperta a tutti. La promuoviamo soprattutto nelle scuole, ma la maggior parte dei ragazzi che inizia a intraprendere un percorso insieme a noi perviene tramite gli assistenti sociali della Asl e i centri socio-riabilitativi. Per facilitare l’ingresso siamo disposti anche a sostenere coloro che hanno problemi economici, adottando speciali tariffe o, nei casi più estremi, pagando noi stessi l’intera somma”.

Ad oggi sono circa 50 i ragazzi che frequentano costantemente i corsi e, come aggiunto con soddisfazione dallo stesso Bartolucci, ultimamente si sono aggregati al gruppo anche ragazzi senza alcuna disabilità che hanno offerto un grande aiuto nel processo di integrazione dei “meno fortunati”. Così, ogni mercoledì dell’anno, Viva offre l’opportunità di giocare a pallacanestro, baseball, tennistavolo e praticare anche scherma, tutti insieme. Ogni disciplina viene insegnata da laureati in Scienze motorie o da istruttori sportivi, da chi insomma conosce bene quel tipo di sport. “Grazie a questa sinergia – prosegue Bartolucci – e all’aiuto che riceviamo da coloro che sono esperti in materia, siamo riusciti a fare un bel salto di qualità e possiamo offrire qualcosa di diverso a questi ragazzi”. Come sede è stata scelta la palestra di Sant’Erminio, poiché è priva di barriere architettoniche e non presenta alcun ostacolo per gli atleti in carrozzina.

Il presidente Bartolucci conclude con una riflessione, che sintetizza l’ambizione di Viva: “Il nostro obiettivo è quello di accogliere il maggior numero di ragazzi e, perché no, farli partecipare a un campionato insieme ai normodotati. Se un ragazzo con una disabilità di qualsiasi tipologia ha delle capacità tali da essere competitivo in uno sport, perché precludergli tale opportunità?”.

 

AUTORE: Michele Mencaroni