Don Augusto: ecco Mario Draghi “cittadino” di Città della Pieve

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È stata salutata con gioia e soddisfazione a Città della Pieve la notizia della recente nomina di Mario Draghi a membro della Pontificia Accademia delle Scienze sociali da parte di papa Francesco. L’ex presidente della Bce ed ex governatore della Banca d’Italia, nato a Roma nel 1947, è umbro e pievese di adozione, come lo definisce mons. Augusto Panzanelli, parroco di Moiano e canonico della cattedrale di Perugia e della concattedrale di Città della Pieve.

In una intervista a Umbria Radio InBlu il sacerdote spiega perché questa nota personalità può essere definita tale. “Il professor Draghi ha scelto come sua residenza non estiva ma di riposo e nelle festività – sottolineato il sacerdote – la nostra Città della Pieve, un “rifugio” da tutti i suoi impegni. Papa Francesco l’ha nominato membro di questa prestigiosa Istituzione della Santa Sede e questo inorgoglisce Città della Pieve ed anche la nostra comunità diocesana».

Don Augusto: Mario Draghi? Molto riservato …

Il parroco di Moiano conosce personalmente Mario Draghi, definendolo “una persona che fa vita sociale molto ritirata, non tende a mettersi in evidenza, anzi cerca di fare la vita più semplice possibile. Quando è a Città della Pieve non di rado lo si incontra a fare la spesa, senza nessuna pretesa di essere “un personaggio’”.

Nel contempo, aggiunge don Augusto, “non rinuncia ai doveri di cristiano, partecipando alla messa festiva, andando spesso al prefestivo o al vespertino domenicale. È un uomo di fede e partecipare alla vita comunitaria dei fedeli è il primo passo importante per tutti, anche per Mario Draghi. Si interessa delle attività della parrocchia e dei lavori che si fanno per custodire al meglio il ricco patrimonio ecclesiale di opere d’arte. Non esita a compiere gesti di carità e solidarietà e a sostenere iniziative anche di carattere sociale e culturale promosse dalla Chiesa. Basti pensare che di recente ha voluto contribuire alla raccolta fondi per il restauro dell’antico organo della concattedrale dei Ss. Gervasio e Protasio, opera voluta dal parroco ed arciprete don Simone Sorbaioli. Ci auguriamo che l’inaugurazione del restauro dell’organo (in programma a fine agosto, n.d.r.) possa coincidere con uno dei periodici soggiorni pievesi di Draghi, così da poterlo invitare a questo atteso evento della nostra estate”.

… ma anche disponibile

“Se gli si chiede aiuto – prosegue nel racconto don Panzanelli – non si tira indietro. Il professor Draghi era venuto a Città della Pieve quando era al vertice della Banca d’Italia e partecipò volentieri al 50° anniversario della fondazione della Cassa rurale di Moiano, presenziando alla cerimonia. Io ed altri membri del Consiglio di amministrazione della Cassa fummo da lui premiati con una medaglia per la lunga presenza nel locale istituto di credito”.

Il territorio della Pieve scelto da altri personaggi famosi

Alla domanda sul perché Mario Draghi abbia scelto Città della Pieve, don Augusto non esita a rispondere: “Credo per un’affezione alla nostra terra, lui che è romano di nascita, ma ha studiato a Firenze. Probabilmente per questa affinità al limite fra la Valdichiana del Granducato fiorentino e la Valdichiana romana. Draghi nella nostra cittadina, che è un po’ a cavallo fra le due regioni, ha trovato il suo ambiente ideale per riposarsi. Nella nostra zona, fino alla collina opposta del Monte Cetona, ci sono stati diversi personaggi famosi. Ad esempio, negli anni ’90 c’era Valentino, lo stilista”.

Ripercorrendo brevemente la biografia del professor Draghi, mons. Panzanelli fa notare che l’ex presidente della Bce ha un po’ bruciato le tappe della sua carriera universitaria, diventando ordinario di Economia e di Politica monetaria presso l’Alfieri di Firenze all’età di 34 anni, oltre ad essere un raffinato uomo di cultura.

Le opere del Perugino e di altri artisti del Rinascimento, che fanno di Città della Pieve un prezioso scrigno d’arte e di storia, avranno richiamato non poco l’attenzione di Draghi e inciso nella sua scelta, oltre al paesaggio umbro-toscano con le dolci e verdi colline, vera oasi di pace e tranquillità non molto distante da Roma.

Un augurio a Draghi

Don Augusto Panzanelli rivolge un augurio al professor Draghi: “che possa rispondere alle aspettative del Papa nell’averlo nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali. Questo Papa ci sorprende continuamente – commenta il sacerdote –, perché fa delle scelte particolari, ha rotto certi equilibri, è uscito da certi confini e spesso sceglie anche nella collaborazione personaggi che ci potrebbero sembrare un po’ al limite del mondo della fede, ma che di solito fanno sempre colpo”.

“La santità – aggiunge Panzanelli – è anche fuori dalle sagrestie, una santità che dobbiamo scoprire. E forse Draghi è uno che non passa troppo tempo in sagrestia, però è molto sensibile a quelli che sono i problemi umani. Questo l’abbiamo potuto constatare quando è stato presidente della Bce, anche nei confronti della nostra nazione, nei confronti degli ultimi”. Non a caso è stata accreditata a Draghi l’espressione “bazooka”, per ogni suo provvedimento a sostegno delle economie dei singoli Paesi Ue, in particolare di quelle in difficoltà.

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