Dopo mesi di silenzio l’Oami di Baiano riprende vita

La casa famiglia per malati impediti inizia un nuovo corso

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Il 5 febbraio scorso, finalmente, la Casa famiglia Oami (Opera assistenza malati impediti) di Baiano è tornata ad animarsi con l’inizio di un nuovo corso a tempo determinato – si concluderà il 4 giugno – a completamento delle conoscenze sulla multimedialità. Tra le sue pareti da mesi era sceso il silenzio, dopo la bella esperienza di accoglienza dei giovani pellegrini nell’agosto scorso per la Giornata mondiale della Gioventù. Silenzio e vuoto, nonostante gli anni di lavoro e il numeroso carteggio, a causa degli ostacoli burocratici che avevano impedito perfino l’inizio dell’anno scolastico nel settembre scorso. Ma sotto la cenere, nonostante la burocrazia, il fuoco non si è spento. Alessia, una delle nostre care ragazze, con al suo attivo due precedenti corsi, che di fronte alla porta sbarrata aveva pianto, ora, dal 5 febbraio, è tornata finalmente a sorridere. La documentazione nuovamente richiesta all’Oami di Firenze e da questa inviata al Comune di Spoleto il 22 gennaio scorso, corredata di ben 22 allegati, dovrebbe finalmente rispondere in pieno. Ribadiamo che non è mai mancato l’intervento della arcidiocesi di Spoleto presso le autorità comunali, né il personale interessamento di tutti coloro che, per le funzioni istituzionali ricoperte, hanno conosciuto la Casa famiglia e le sue finalità di sostegno ai disabili e ai loro familiari. Ormai si parla di tempi brevi: il dott. Macchitella, direttore dell’Asl di Foligno-Spoleto, è tornato alla Casa Oami e accompagnato dal dott. Sapori hanno visitato l’intera struttura che si è oltre tutto arricchita di un “annesso polifunzionale”, utilizzabile anche per eventuali esigenze di ospitalità ai familiari dei disabili. L’attività semiresidenziale diurna, attualmente seguita da sette giovani, si integrerà con l’attività residenziale della Casa, valorizzando così l’utilizzazione di tutta la struttura. Alle spese provvederanno l’Oami e l’Aias, per il trasporto si spera nel Comune. Intanto, a norma dello Statuto è stata nominata una vice-responsabile, Gigliola Cimica, che affiancherà il presidente Giuseppe Merini e gli altri soci volontari. Nell’ultima riunione un parroco viciniore – della stessa Unità pastorale – ha rappresentato situazioni varie di disagio della sua comunità che potrebbero trovare risposta nella Casa. Si è preso atto della richiesta e si assicura che si opererà al massimo delle possibilità. Dopo l’esperienza esaltante del Giubileo, non ci si può fermare: ecco la nostra testimonianza di gioia nella carità e, vi assicuriamo, nessuno di noi intende sottrarsi. E’ il messaggio che intendiamo portare anche al Sinodo.

AUTORE: Maria Ida Caporaso