“Essere Chiesa è bello!”

Il viaggio di mons. Fontana verso Arezzo

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“Da questo momento l’arcivescovo Riccardo Fontana è il nuovo Pastore della Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro”. Quando l’arcivescovo metropolita di Firenze, l’umbro mons. Giuseppe Betori, ha pronunciato questa frase durante la celebrazione nella cattedrale di S. Donato, la commozione ha avuto la meglio nei quasi mille spoletini che hanno accompagnato mons. Fontana nella sua nuova sede. Sette pullman sono partiti da vari punti della diocesi; molti quelli che hanno raggiunto la città toscana con le proprie automobili, approfittando anche per fare una gita fuori porta e ammirare il ciclo pittorico di Piero della Francesca, la maestosità della cattedrale e le altre opere d’arte conservate ad Arezzo. L’arcivescovo Riccardo ha lasciato Spoleto la sera del 12 settembre, dopo aver amministrato la cresima in duomo ai ragazzi di Baiano, S. Martino in Trignano, S. Angelo in Mercole, Montemartano, S. Nicolò e Cantalupo di Bevagna. Se ne è andato dalla terra di Benedetto, Ponziano, Rita, Chiara della Croce con le mani profumate di crisma. Lo stesso crisma usato molte volte in queste quattordici Pasque: per ordinare mons. Gino Reali vescovo, per conferire il sacerdozio a 25 giovani, per amministrare cresime, per battezzare bambini, per consacrare altari, per alleviare le sofferenze ai malati. Da Spoleto, dalla cattedra che fu di S. Brizio (primo vescovo) e poi, negli anni, di Urbano VIII e Pio IX, ha raggiunto Camaldoli, uno dei fulcri della vita benedettina. Con i monaci ha recitato i vespri, ha cenato, ha pregato l’ufficio delle letture l’indomani mattina. Da lì, sicuramente con il pensiero a Norcia e al ritorno del monaci nel 2000, ha avuto inizio il suo ministero nella grande Chiesa di Arezzo. Sì, è davvero grande la diocesi che il Papa ha affidato a mons. Fontana: 245 parrocchie, 301 sacerdoti (diocesani e religiosi), la più estesa per chilometri quadrati dal fiume Po in giù. Un sacerdote lo ha salutato dicendogli: “Eccellenza, il tempo per attraversare la sua diocesi da confine a confine è lo stesso che ci vuole da Arezzo a Milano”. Ma l’arcivescovo Riccardo non si spaventerà dei chilometri, non lo ha mai fatto. Sarà tra la gente, sempre. Pronto a passare da un pezzo all’altro della diocesi nello stesso giorno, magari anche due volte, pur di portare a tutti il messaggio di Cristo. Sul volto di mons. Fontana sono scese le lacrime quando ha incontrato gli spoletini: preti, religiosi, religiose, giovani, famiglie e anche anziani gli hanno ancora voluto fare festa, essere con lui in questo importante giorno. Commovente un lungo abbraccio con un giovane dell’oratorio di Spoleto, quasi come a voler dire ancora una volta ai suoi oramai “ex” giovani: “Ricordatevi che Chiesa è bello!”. Alcuni spoletini hanno anche salutato il nuovo arcivescovo Renato Boccardo che, stringendo mani, ha dato a tutti appuntamento all’11 ottobre prossimo. Francesco CarliniParla mons. Betori“A monsignor Riccardo Fontana mi unisce un legame che va anche oltre le ragioni ecclesiologiche” così ha salutato il suo arrivo il presidente della Conferenza episcopale toscana nonché arcivescovo di Firenze, mons. Giuseppe Betori. “È un legame che ha le sue radici negli anni della formazione al sacerdozio, in cui ci ritrovammo sugli stessi banchi della Pontificia università gregoriana, e che ebbe modo di accrescersi in particolare negli anni del ministero episcopale di monsignor Fontana a Spoleto-Norcia, nella regione da cui provengo e a cui sono ancora fortemente legato. Proprio nel servizio da lui svolto in Umbria ho potuto constatare la vivacità pastorale di monsignor Fontana, le coraggiose iniziative da lui assunte per dare slancio a quell’antica arcidiocesi, la lucidità e la risolutezza con cui ha affrontato i difficili anni della ricostruzione strutturale e morale dopo il terremoto umbro-marchigiano”.