Fine vita: Cei, strutture per cure palliative insufficienti

Cardinale Bassetti: "Diritto alla cura fa fatica a trovare risposte necessarie e la pandemia ha acutizzato le difficoltà dei più poveri"

In occasione della giornata del malato, voluta da Giovanni Paolo II e celebrata l’11 febbraio, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes, la Conferenza Episcopale Italiana (Cei) è intervenuta sul fine vita lanciando un messaggio per incrementare il numero dei centri di cure palliative. questo appuntamento

Il messaggio della Cei

“È necessario incrementare le strutture sanitarie che accolgono i malati di ogni genere,
soprattutto coloro che non trovavano risposta alla loro domanda di salute o per indigenza o per l’esclusione sociale o per le difficoltà di cura di alcune patologie”. “Ad essere chiamata in causa – sottolinea il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei nel messaggio in occasione della giornata del malato di cui quest’anno ricorre il 30esimo anniversario – è la coscienza di tutti, credenti e non: della società, della cultura e della politica. Ancora oggi il diritto alla cura di molte persone fa fatica a trovare le risposte necessarie e la pandemia ha acutizzato ulteriormente la difficoltà delle fasce più povere”. Richiamando l’attenzione su quanti stanno percorrendo l’ultimo tratto della loro esistenza, “trovandosi nello stadio terminale di una grave patologia”, il cardinale ha espresso la gratitudine verso i “centri di cure palliative presenti sul territorio che svolgono un prezioso servizio nel prendersi cura dei malati più gravi fino al termine naturale della loro esistenza” sottolineando però che “il numero di tali strutture è ancora insufficiente rispetto al bisogno.pertanto, auspico che ci sia la necessaria attenzione a quanti vivono situazioni di estrema fragilità oltre che un adeguato sostegno alle realtà che li accompagnano con dedizione”.

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